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domenica 15 settembre 2013

Note amare della vacanza!

Anche dopo questa vacanza vi diamo un’idea delle spese che abbiamo sostenuto.
  • Volo Aereo Milano Malpensa – Londra – Vancouver e Calgary – Londra – Milano Malpensa per 2 persone: 2.160€ (tramite Expedia) con British Airways e 2 bagagli a testa in stiva
  • Assicurazione medica per due persone dal 4 Agosto al 23 Agosto : 138€ (tramite Expedia – polizza Mondial)
  • Autonoleggio Vancouver International Airport categoria compatta (non economica) dal 4 Agosto al 9 Agosto con guidatore aggiuntivo e restituzione auto con serbatoio vuoto: 325 (tramite il broker eNoleggioauto+ 53€ (72CAD) come assicurazione casco
  • Autonoleggio Calgary International Airport categoria compatta (non economica) dal 21 Agosto al 922 Agosto con restituzione auto con serbatoio vuoto: 103 (tramite il broker eNoleggioauto+ 70€ (98CAD) come assicurazione casco
  • Costo totale degli hotel per la durata della vacanza: 298CAD + 296USD (450€) (tramite booking.com)
  • Costo per la benzina necessaria per entrambe le auto 10USD (7,50€)
  • Pasti vari fatti al di fuori del camper (non sono tutti, ma la maggioranza): 160USD + 70CAD (173€)

  • Noleggio Camper con WestCoast Mountains Camper dal 9 al 21 Agosto: 1.639€ (tramite il broker MotorHomeBookes)
  • Tassa di riconsegna Camper da Vancouver a Calgary, assicurazione completa e vari equipaggiamenti: 592CAD (435€)
  • Costo benzina (e butano) per camper: 771CAD (564€)
  • Costo campeggi con camper: 362CAD (267€)
  • Costo sforamento chilometri: 105CAD (76€)
  • Costo spese varie in supermercati: 317CAD (233€)

  • Metrò di Vancouver: 16USD (12€)
  • Abbotsford AirShow (ingresso per 2 persone, posti riservati a bordo pista, piazzola per una notte per camper): 105CAD (78€)
  • Visti per ingresso USA: 12USD (9€)
  • Ride the Ducks Seattle: 61USD (47€)
  • Future of flight (Boeing Tour): 36USD (28€)
  • Museum of Flight Seattle: 36USD (27€)
  • Accesso parchi nazionali canadesi per 5gg: 78CAD (58€)
  • Visita guidata Burgess Shale: 20CAD (15€)
  • Royal Tyrrell Museum (visita): 22CAD (16€)
  • Royal Tyrrell Museum (esperienza di scavo): 30CAD (22€)
  • Cinema Edmonton (Planes): 32CAD (23€)
  • Telefonata long distance: 3CAD (2€)
  • Parcheggio Calgary 4 ore: 9CAD (6€)

Tasso di cambio USD/EUR circa 1.31-1.33 USD = 1€
Tasso di cambio CAD/EUR circa 1.35/1.36 CAD = 1€
Costo totale circa: 7.040€ (3.520€ a testa) (escludendo pochi pasti, souvenir, varie, etc che non so ben quantificare)

venerdì 9 agosto 2013

Il Camper

La giornata sarà un po’ lunga… Prima di partire andiamo a fare le ultime compere al mercato, Partiamo un po’ di corsa, il tempo di viaggio è superiore al previsto. A me sembrano attaccate Seattle e Vancouver, in realtà ci si mette un po’ più di due ore, senza contare il passaggio alla frontiera.
Il viaggio procede abbastanza bene fino alla frontiera, facciamo una piccola solta prima di arrivare al confine per fare 10$ di benzina. Lungo la strada vediamo un Amber Alert per il rapimento di un ragazzino, la cosa viene ripresa anche della stazioni radio locali.
Arrivati al border ci troviamo un bel po’ di coda, ci metteremo un’ora e mezza per passare, e poco prima di passare il confine fisico (massimo 150 piedi) vediamo dei poliziotti che girano per le macchine e ci controllano all’interno. Si vede che stanno cercando qualcosa, ci chiedono dove viviamo e se ne vanno. Bah…
In un minuto passiamo i controlli dal lato canadese, mi aspettavo mille domande, soprattutto su alcool e prodotti acquistati, invece ci chiedono solo dove andiamo, quando torniamo in Italia e che lavoro facciamo. Meglio così. Mi dirigo in fretta all’aeroporto per consegnare il mezzo, sono già in ritardo per chiamare il noleggio RV, ma chi pensava di metterci tanto?! In poco meno di mezz’ora siamo all’aeroporto e scarichiamo l’auto. La macchina è a posto e ce ne andiamo a telefonare. In 20 minuti siamo sulla loro navetta, ci accompagna un ragazzo svizzero che lavora qua per l’estate. Chiacchierando un po’ arriviamo alla sede.
Qui attendiamo un po’ prima di firmare tutto il contratto, ho voluto aggiungere l’assicurazione con la franchigia minima (5$ al giorno) e ci consigliano due sedie, mentre ci regalano l’ascia.
Fatte le pratiche burocratiche ci istruiscono sull’uso del mezzo. Appena lo vediamo capiamo che è davvero grande! Il ragazzo ci istruisce su ogni compartimento esterno: semplici scomparti per contenere valigie od altro, doccia esterna, valvola del propano, connessione acqua, ricarica acqua, corrente con adattatore e scarico delle taniche… Questa è la parte che mi fa un po’ paura oltre a fare un po’ schifo. Ma ad occhio sembra abbastanza “pulita” come procedura. Cerco di memorizzare le istruzioni per non fare casini… Il tutto sembra abbastanza semplice. Poi passiamo agli interni dive ci spiega dove leggere lo stato di riempimento di acque chiare, grigie e nere, come accendere il boiler per l’acqua calda, come far funzionare il frigo, funzionamento di riscaldamento ed aria condizionata ed apertura dello slide-out.
Il tutto sembra meno complicato di quello che pensavo, fa un po’ paura portarsi in giro un mezzo così grosso, ma spero di farci la mano. Poi passiamo alla guida e fa provare Valeria. Fa un metro avanti ed uno indietro. Ci spiega il funzionamento ed i limiti della telecamera posteriore. Facciamo le nostre domande e poi siamo pronti a caricare i nostri bagagli per partire. Si offrono di portare fuori il mezzo dato che c’è un bump, ma voglio cavarmela da solo, basta andare piano! Ci indicano dove fare la spesa e ci danno la tessera sconti di SafeWay, è sulla strada del nostro primo campeggio e decidiamo di andar la. Chiediamo anche dove trovare una lavanderia in zona supermercato dato che gli abiti puliti sono agli sgoccioli, e ci cercano e stampano la soluzione trovata su Google.
Impostiamo il navigatore e mi appresto alla prima partenza col camper: cacchio se è grosso! Lo porto fuori senza problemi, viaggio a passo molto lento e mi accorgo dalla prima frenata dell’inerzia di tale mezzo, motivo in più per non tirare!
Il supermercato è a circa 40 km, per le strade c’è un po’ di casino e sono un po’ nervoso, ho paura di far danni. Alla fine ci arriviamo senza troppi problemi. Parcheggiamo in un parcheggio enorme, in una zona remota senza auto vicine. Noto che porta via tranquillamente lo spazio di due macchine in lunghezza ed in larghezza uno spazio è un po’ stretto. Andiamo subito a cercare la lavanderia, così valutiamo se mangiare prima o dopo la lavatrice. Purtroppo dopo aver girato un po’ scopriamo che la lavanderia è a secco e non a gettone. Allora andiamo a mangiare e prendiamo una pizza schifosa nel centro commerciale, è così buona che la avanziamo! Poi proseguiamo verso il supermercato e qui una brutta sorpresa: è caro come il fuoco! Un esempio? Un limone 0,99$! Prendiamo il minimo indispensabile come acqua per cucinare, sale, zucchero e latte. Mi ricordavo dei prezzi più bassi!
Dopo questa legnata andiamo verso il campeggio di Abbotsford che non è poi tanto distante. Il navigatore era impostato perfettamente e raggiungiamo la “reception” del campeggio temporaneo. Ci dicono di seguire il tizio col quad, cosa che faccio lentamente (sotto i 10 km/h) ma scoprirò poi che andavo troppo veloce. Il campeggio non è altro che un prato. Purtroppo a causa della luce e dell’erba non riesco a vedere gli avvallamenti. Valeria è andata dietro a fare non so cosa, in teoria non bisogna stare in piedi su un camper in movimento, ma mi dice che tanto devo fare pochi metri. Non ho voglia di star a discutere, alla fine siamo arrivati. Grande errore! Prendo una sequenza di cunette prima da un lato e poi da un altro e sento (diciamo che tutto il camping sente) delle urla da dietro, sportelli che si aprono e roba che vuola fuori. Purtroppo quando freno è troppo tardi! Procedo al parcheggio, tanto il danno è fatto ed il ragazzo del quad ci sta aspettando. Dopo aver parcheggiato nel nostro posto e ringraziato l’accompagnatore vado a vedere che succede dietro. Valeria è incazzata, piatti a terra, ed un bicchiere rotto. Iniziamo bene. A sentir lei ci stavamo ribaltando, davanti non sembrava così tragica. Ho sentito che le ruote dietro hanno preso una serie di cunette e mi sono fermato appena ho potuto, ma col mezzo così alto si sono amplificate le sensazioni, soprattutto dietro. Alla fine abbiamo rotto solo un bicchiere, non so come siano sopravvissuti i piatti che son volati… Ci fermiamo e proviamo a sistemarci, abbiamo ancora la valigie da disfare. Questa operazione ci porta via un po’ di tempo, e poi ci decidiamo a cucinare il nostro primo pasto: una bella pastasciutta pomodoro, basilico e grana! Che figata.
Dopo cena vorremmo farci una doccia, vado ad accendere la pompa e non va, panico! Vado a controllare e non vedo neppure più gli indicatori delle taniche! Controllo e vedo che le altre cose elettriche vanno, e sospetto un fusibile! È sabato e sospetto che anche la domenica siano chiuse le officine, ed oltre a non avere acqua per la doccia non possiamo nemmeno usare il bagno!

Fortunatamente mentre chiedo informazioni alla reception in merito ad officine, un gentile volontario si offre di venire a dare un occhio, anche a lui sembra un problema di piccolo conto, un fusibile, ma il problema è trovare la scatola dei fusibili! Dopo un po’ la troviamo sotto il forno e leggendo le istruzioni troviamo il responsabile: il fusibile nr 6 salta fuori! In un modo o in un altro lo riesce a sistemare in modo che non si stacchi e così abbiamo l’acqua. Ringraziamo il signore che non vuol nulla per il disturbo. Dopo una bella doccia calda, ma molto veloce, andiamo a dormire stanchi per la lunga giornata avendo superato il nostro primo problema col camper!
Guarda le foto.

giovedì 8 agosto 2013

Seattle

Ci si risveglia nella grande città statunitense, il tempo non sembra dei migliori. Io ancora ho difficoltà a capire come girare, i sensi unici stranamente mi mettono in difficoltà qua, mi fanno venire la labirintite. Strano. Comunque facciamo una veloce colazione da Starbucks e ci dirigiamo verso lo Space Needle. Qui prendiamo la monorotaia per andare in centro. Questo mezzo ha solo due fermate ed è stato fatto per l’expo, come la torre che caratterizza la città. Arrivati qui ci dirigiamo verso il mercato, prima di arrivarci però, Valeria deve trovare l’Escala, il grattacielo fulcro dei racconti di una serie di romanzi che non oso commentare, per fare delle foto per la sorella, fan dei libri… Non è facile trovarlo, molti a cui chiede non hanno idea di dove sia, poi grazie al Wi-Fi di uno Starbucks troviamo l’indirizzo: è a 100 mt da noi…
Svolto il compito ce ne andiamo al mercato: un bordello galattico! Una marea di bancarelle che vendono principalmente frutta e pesce, ma si trova di tutto. Ci facciamo un bel giro e cerchiamo anche la prima caffetteria della catena Starbucks, una coda allucinante per entrare. La guardiamo solo da fuori e ci facciamo delle foto.
Andiamo anche nel piano sotto al mercato dove ci sono una miriade di negozi, tra cui uno dove perdiamo un po’ di tempo: non saprei come definirlo, una marea di gadget su film e telefilm, un posto da nerd insomma. Ad avercelo qui un posto del genere…
Ci perdiamo ancora nel carnaio sopraffatti da odori di pesce, frutta, cibi fritti in una cacofonia di suoni, lingue diverse, richiami di venditori…
Per ora di pranzo decidiamo di procedere al Museum of Flight, torniamo da questa meravigliosa avventura verso le 18. Parcheggiata la Jeep andiamo in direzione opposta rispetto al mattino. Torniamo allo Space Needle, l’idea era di salire su al tramonto, ma una volta arrivati in zona mi viene un’idea pazza: Ride the Ducks! Non sapete cos’è? Un mezzo anfibio con venti/trenta turisti ed alla guida un pazzo. Si, un fulminato che fa da guida per la città, un’ora lungo le strade ed una mezz’oretta nel lago. Ne avevamo incrociato qualcuno nelle ore precedenti, e non so come decidiamo di prendere l’ultima corsa, quelle delle 19.
L’accesso è una scaletta di poppa, si sale e si prende il posto assegnato. Quando sono tutti su, parte la musica ed il comandante sale facendo il suo show, ed interagendo con la gente! Piglia per il culo un po’ tutti, io un po’ impanicato cercando di non essere beccato, l’accento è un po’ strano e non capisco il 100%. Me la cavo con un “Quack Quack”, Valeria è all’esterno e si salva. Dopo un po’ di show si parte, ma si è solo all’inizio. Non si fa a tempo a partire che fa il provolone con una ragazza che passa di li, questa a dir poco imbarazzatissima sta un po’ al gioco. Tutto il giro è così: casino, descrizione di qualche punto importante della città casino, interazione con ignari passanti, pubblicità di vari locali… In un’oretta ci traghetta attraverso la città, e tra una risata e l’altra e con una colonna sonora personalizzata ci fa vedere le parti importanti della città. È ora di raggiungere l’acqua e spinge il mezzo al massimo (36 MPH), un bordello…

Si entra nel Lake Union  e ci vediamo una splendida città al tramonto. Abbiamo scelto l’orario migliore per la visita. La mezz’ora nell’acqua passa in un attimo ed è ora di rientrare. Lasciamo una generosa mancia al nostro intrattenitore e decidiamo di andare a cenare nel posto di ieri sera, ci siamo trovati bene e non vogliamo rischiare. Attraversiamo la città nuovamente e raggiungiamo ancora il mercato, e da qui il bar. Ormai sappiamo cosa ordinare e mangiamo abbastanza velocemente. Ci fermiamo a fare alcune foto coi maiali ed andiamo a riposare, la giornata è stata bella intensa oggi, e domani sarà tosta!
Guarda le foto.

mercoledì 7 agosto 2013

Lakeview

La prima destinazione che avevamo in mente dopo la visita alla Boeing era il museo del volo a sud di Seattle, purtroppo non avevamo fatto i conti con l’orario di chiusura ed il traffico infernale. Decidiamo di andare a vedere il cimitero dove dimorano Bruce e Brandon Lee. Arrivarci non è difficile, grazie al navigatore, peccato per la strada che prendiamo! Ha una pendenza da paura una stradina che prendiamo, saranno 300 metri ma non si vede la fine, temo il ritorno. Preferisco le salite alle discese! Comunque arriviamo al cimitero e ci mettiamo qualche minuto a capire dove possiamo parcheggiare.
Il cimitero è molto diverso dai nostri, è quasi rilassante parcheggiare qui. La ricerca della tomba non è facile, non ci sono indicazioni, pertanto camminiamo e  dopo un venti minuti buoni la troviamo. C’è un tipo seduto li che legge, ci indica le tombe e dopo poco se ne va. A quanto pare è l’autista di alcune vecchiette che sono venute a visitare i loro defunti, e lui le attende all’ombra vicino alle tombe di padre e figlio famosi.
Facciamo qualche foto dopo aver osservato le due lapidi, e ce ne andiamo alla macchina per un’altra via, rischiamo di perderci vista la dimensione del cimitero ma alla fine torniamo alla nostra macchina.

Impostato il navigatore, partiamo alla volta dell’hotel che si trova proprio in centro. Odio guidare nelle città, e questa città è un senso unico ovunque! Facciamo vari tentativi per raggiungere il nostro hotel, ma alla fine ci arriviamo. Il parcheggio è sottoterra, e girarsi coi loro macchinoni non è semplice, ma alla fine parcheggio senza problemi. Anche qui i gestori sono orientali, e non sembrano essere molto cortesi. In più il wi-fi non funziona ma loro dicono che funziona perfettamente. Abbiamo i nostri dubbi visto che abbiamo provato con vari dispositivi, ma pazienza. Il frigo non c’è in camera, e la stanza è davvero piccola. Sistemando scopriamo dietro alla TV un sacchetto con vari fogli, tra cui qualcosa di legale. Lo portiamo alla reception ma come niente fosse. Qui le pulizie le fanno un po’ a capocchia, ad occhio!
Usciamo subito dalla camera, o meglio scappiamo. La prima cosa da fare è un compito strano. Depositare degli oggetti in una scatola. Non sapete cos’è il Geocaching? Informatevi!
Dopo una mezz’ora abbiamo trovato la scatola cercata dall’Italia e depositati i nostri oggetti, per permettere loro di girare il mondo, ci dirigiamo verso un punto inconfondibile: lo Space Needle.
Qui sotto riusciamo a recuperare una cartina della città, dato che non abbiamo una guida, ed una connessione a scrocco. Facciamo qualche foto e poi cercare di trovare un posto dove mangiare, dato che la fame è tanta. La città non è grossa al centro, e pertanto cerchiamo di andare in un ristorante in zona Mercato, il vero centro della città. Grazie a cartina ed aiuti da parte di una gentile signora raggiungiamo il posto. È forse il locale dove mangiamo meglio qua!

Dopo aver cenato decidiamo di fermarci poco a fotografare la parte più caratteristica della città, vi ritorneremo domani col bel tempo e la vita, che contraddistingue il posto!
Guarda le foto.

Boeing Factory

Ed eccoci alla prima sveglia negli states! La destinazione è una: la Boeing, abbiamo prenotato mesi fa la nostra visita alle 10.30 di questa mattina. Trasportiamo tutte le nostre valigie in auto e facciamo check-out in pochi secondi. Ci sarebbe la colazione compresa, ma è meglio lasciarla li… Salto da Starbucks ed ordiniamo una veloce colazione. Mentre torniamo in auto tiriamo fuori la prenotazione e Valeria si accorge che c’è scritto di essere li almeno 30 minuti prima, mancano 35 minuti e siamo a 10 miglia, non ce la faremo mai. Corro al limite del codice ed arriviamo in 15 minuti, ed una volta arrivati scopriamo che è una raccomandazione, chiamano solo 5 minuti prima il gruppo…
Come richiesto lasciamo tutto in auto, non sono consentiti cellulari, macchine fotografiche, videocamere, nulla di nulla. Onde evitare problemi decidiamo di portare dietro solo le chiavi della macchina. Diamo un occhio al posto e vediamo un po’ di modellini di aerei dentro una bacheca, tutti ovviamente targati Boeing. Ci chiamano e ci sediamo, ci hanno dato in numero per dividerci in gruppi. Noi siamo nel gruppo uno. Arriva una delle guide e ci fa un’introduzione, ci rammenta ancora la storia dei vari dispositivi elettronici e ci informa che se ce li trovano verranno sequestrati. La motivazione che ci danno è che se uno di quei cosi cade in testa ad un operaio si fa parecchio male. Fanno partire un video di una decina di minuti durante i quali chi non ha provveduto prima può andare in bagno. Finito il video ci imbarchiamo sul bus ed entriamo nella fabbrica/aeroporto. La prima catena di montaggio che vediamo è quella del 747-800, alcuni cargo e pochi passeggeri. La guida ci spiega cosa stanno facendo nelle varie parti, a che punto sono della costruzione etc. Un giro ben fatto, al di sopra di quasi tutto ed in una struttura creata per una visita guidata.  C’è da dire che è un gran bel bestione, e che è un gran lavoro quello che c’è dietro alla sua costruzione!
Dopo una ventina di minuti ci fa riprendere l’autobus per recarci alla catena di montaggio del 777 e successivamente 787 Deamliner. Questi sono un po’ più piccoli ma la visita è bella comunque. La guida è piuttosto precisa e sa come mantenere l’attenzione dei visitatori. Sembra davvero di essere all’interno di uno dei vari documentari visti. Purtroppo non è facile vedere la movimentazione di qualcosa dato che non avviene spesso viste le dimensioni, ma abbiamo la fortuna di vedere in anteprima il primo 787-900 che uscirà dalla fabbrica in poche settimane per i voli di prova. Il tempo vola letteralmente durante la visita in quest’immensa fabbrica e giunge il tempo di ritornare al punto di partenza. Ovviamente ci scaricano allo store dove ci lascio un 130$ in souvenir vari…
Finita la visita e lo shopping lasciamo in auto gli acquisti e ci dotiamo di macchine fotografiche. Riusciamo ad immortalare decollo ed atterraggio di un 747 passeggeri di Lufthansa e vari altri decolli ed atterraggi. La cosa strana è che magari vedi atterrare un Cessna  poco prima di un 747!

Fatte le nostre foto decidiamo di partire alla volta di Seattle, ma prima proviamo a fermarci nel piccolo museo storico della Boeing, ma visto il tempo limitato ed i pochi modelli presenti decidiamo di fare due foto da fuori prima di procedere alla prossima tappa
Guarda le foto.

martedì 6 agosto 2013

Da Gastown agli States

Abbiamo dormito un bel po’… Ora decidiamo di andare a fare colazione in uno Starbucks li vicino più che altro per scroccare un po’ di connessione per contattare l’Italia. Avevo guardato il giorno precedente e non era molto distante. Ci arriviamo senza troppe difficoltà, ed in quel breve percorso ci accorgiamo già che la città non è più in festa, c’è molto più traffico, sebbene sia molto distante dalla nostra idea di traffico!
Contattata casa, Valeria tramite Skype ed io tramite email, raggiungiamo nuovamente la fermata della metropolitana leggera, tanto abbiamo il permesso di lasciare l’auto fino al pomeriggio nel parcheggio dell’hotel. Arrivati in città, stessa fermata del giorno prima, ci dirigiamo verso la parte “antica” della città, Gastown. Ci sembra molto diversa dalla città del giorno prima, anche se siamo a poche centinaia di metri. L’impressione è che sia fatta per i turisti. Attrazione del posto è l’orologio a vapore che ogni 15 minuti suona qualche nota attraverso gli sfiati di vapore. Una cazzata, magari, ma sanno come valorizzarla. Arriviamo a vedere la statua di Gassy, il fondatore della cittadina poi inglobata in Vancouver. Facciamo un po’ di shopping, e cerco di connettermi coi ragazzi di Vancouver, dovremmo cenare insieme, ma l’assenza di connessioni ci rendono il compito difficoltoso. Fortunatamente tra un Hot spot e l’altro riusciamo sentirci e la cena si trasforma in un pomeriggio a Central Park, non quello di NYC ma quello di Burnaby.
Decidiamo allora di pranzare in città e poi di proseguire all’incontro, avendo saltato la cena e bevuto solo un po’ di cioccolata sono un po’ affamato, ed allora proseguiamo verso uno dei due The Keg del centro. La mia fame è da lupi, ed il menù è un po’ diverso da quello dello scorso anno ma dopo 5/10 minuti siamo pronti ad ordinare. Una bella bistecca per entrambi e Valeria scopre la loro limonata, che non è limonata ma Sprite con succo di limone, che apprezza tanto!
Finito il pranzo decidiamo di andare a riprendere l’auto e facciamo un giro ad un WalMart, la guida ora è affidata a Valeria che si lamenta come al solito quando guida qualcosa di diverso, soprattutto in città! Ma alla fine si trova abbastanza alla guida della Jeep. Facciamo due passi e guardiamo un po’ di roba, è la nostra prima visita ad un WalMart da un anno, Io sto per prendermi un BBQ a gas che ti tirano veramente dietro, da noi costerebbe parecchio di più! Sono quasi le 15, ora di ritrovo con un po’ di italiani al Central Park. I primi che conosciamo sono una coppia (zio e nipote) sardi, un’avanscoperta per una probabile emigrazione/immigrazione e poi una famiglia parmigiana in vacanza per un mese nella calda città Canadese. Nel mentre arrivano anche Jle e Diego.
Ci addentriamo nel parco e vediamo un po’ di scoiattoli piuttosto intraprendenti. Si chiacchiera un po’ di tutto, ma più che altro i due ragazzi sono interessati da domande su emigrazione in Canada. Personalmente sono molto interessato, ma mi sforzo di parlare d’altro. Alla fine avranno una serie di persone che li contatta per queste cose e preferisco non stressarli troppo. Preferiamo chiedere cose sulla zona, su come si trovano loro li e ci viene chiesta qualche info sul nostro giro da li alla fine della nostra vacanza. Nel mentre siamo immersi nella natura e ci sono un po’ di scoiattoli, oche e corvi che ci girano intorno. C’è uno strano scoiattolo nero che ci gira intorno e si trascina in modo strano prima di riprendere a correre normalmente!
Finita la piacevole chiacchierata coi ragazzi dobbiamo ripartire verso gli States, dormiremo ad Everett stanotte, e la distanza è abbastanza, anche se a noi sembra più corta.
Perdiamo poco meno di un’ora ad attraversare il confine, la maggior parte del tempo la perdiamo all’interno della stazione di frontiera degli Stati Uniti per ottenere il visto turistico di tre mesi, l’agente che ci capita è molto simpatico. Mentre compiliamo i moduli ci fa parecchie domande sull’Italia, lui è ha lavorato con un cuoco italiano a Frisco. Si interessa del mio lavoro e guarda su internet dove voliamo. Alla fine ci rilascia il visto e ci manda a pagare i 6$ a testa, dandoci precise informazioni sul visto e su dove lasciarlo. Dopo di noi c’è un ciclista canadese che se la cava in pochi minuti, infatti ci passa davanti alla macchina ad uno stop mentre ci reimmettiamo nel traffico normale. L’agente ci ha anche raccomandato di fare attenzione ad Everett, seguiremo sicuramente il suo consiglio!
Riprendo la guida, ma le miglia da fare sono molte di più del previsto, sulla cartina sembravano vicine!
Arriviamo all’hotel che ha fatto buio, le procedure di registrazioni sono veloci ed il personale è molto cortese. Usciamo subito e mentre cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa vediamo dei fuochi artificiali, provo a dirigermi verso di loro per vederli, ma finisco dietro lo stadio, dove si vedono comunque bene. Poco dopo decidiamo di andare a cercare un posto aperto, per spiluccare qualcosa prima di andare a letto, ma la ricerca non è semplice, sembra tutto chiuso. Vado in un locale indicato da Valeria (l’unico che non è un fast food). Per farvi capire com’era vi dico che nemmeno le patatine fritte erano buone…

Paghiamo ed andiamo all’hotel che è poco distante, a fatica parcheggio il mezzo, visti gli spazi ristretti e ce ne andiamo a riposare. Domani sarà una giornata super!
Guarda le foto.

venerdì 15 marzo 2013

Aiuto ad un collega per la West Coast

Dopo aver avuto la conferma delle ferie un collega mi ha chiesto una mano per buttare giù un programma di massima per una vacanza nella mitica West Coast Statunitense.
Col l'aiuto di Valeria ho buttato giù un po' di consigli oltre ad una cartina divisa in due parti. 

Arrivo a San Francisco per 2/3 notti

  • Possibilità di andare in taxi all’hotel in centro e di prenotare l’auto a fine soggiorno in San Francisco
  • Vi consiglio di prenotare gli hotel con booking prima in quanto in alta stagione spesso non si trovano hotel o sono davvero molto cari.
  • Consigliato volo che parte presto così avete tutta la giornata per ambientarvi
  • Prenotare prima il giro alla prigione di Alcatraz (max 2 mesi prima), è possibile fare un biglietto Alcatraz più mezzi pubblici, ma solo al telefono (usate Skype). Consigliato il primo traghetto del mattino.
  • Dopo aver visto Alcatraz andare a nord per fare un giro al Pier 39 e poi al Fisherman’s Wharf, per mangiare consigliamo il ristorante Bubba Gump al Pier 39, ciliegie al farmer market del Pier 39 e granchi (specialità locale) al Fisherman’s Wharf.
  • Possibilità di noleggiare le biciclette per un giro (guidato o non) della città, passaggio del Golden Gate e visita a Sausalito con rientro in traghetto.
  • Molto importante una giacchetta leggera antivento. Fa sempre freschino a San Francisco.
  • Prima di partire verso Yosemite valutate se fare qualche miglio verso sud per vedere il Big Sur, dicono tutti che è fantastico, noi eravamo stretti coi tempi e non siamo riusciti.

Yosemite National Park

  • Presa la macchina magari fate un salto al WalMart per un po’ di provviste: qualcosa da sgranocchiare durante i viaggi, magari qualcosa da tenersi dietro durante le escursioni nei parchi e qualcosa da bere.
  • Passate da un 7Eleven e prendete un frigo in polistirolo, il costo è di meno di 10$, ci mettete le bevande ed il ghiaccio lo trovate quasi ovunque. Solitamente negli hotel è gratis altrimenti in ogni supermercato con un dollaro o due prendete un sacco da poche libbre. A me ha tenuto sempre fresche le bevande. Anche a Las Vegas con 55°C ho trovato le bevande fredde il mattino successivo. L’unico difetto è che qualche volta potrebbe trasudare un po’, ma me l’ha fatto solo nella vacanza della East Coast, non nella West Coast! Se volete vedere com’è guardate qua
  • Quando si entra fare il pass annuale, vale per tutti i parchi gestiti dal National Park Service, sono esclusi quelli gestiti dagli indiani (Monument Valley e Antelope Canyon). Vale per un’auto con massimo 4 persone a bordo per un anno.
  • Una stupidata che magari volete fare è prendervi il Passaporto dei parchi ed in ogni parco che visitate mettete il timbro, potete prendere anche dei francobolli. Per 10$ noi l’abbiamo fatto!
  • Per il pernotto valutare se fermarsi tra San Francisco ed il parco sia per spezzare la distanza che per i costi all’interno del parco.
  • Come tempo, noi siamo entrati al mattino ed usciti la sera, se volete fare qualche escursione trekking valutate se fermarvi un giorno in più
  • Prima di arrivare al parco valutate se passare dalla cittadina di Mariposa, non ci sono passato per questioni di tempo, ma un collega mi ha detto che è carina per una sosta di una/due ore.

Kings Canyon National Park e Sequoia National Park

  • Vi conviene pernottare in zona Fresno per la quantità di hotel presenti in zona e poi entrare nel Kings Canion NP e percorrere tutto il Sequoia NP, noi abbiamo fatto il giro inverso ed abbiamo perso un po’ di tempo.
  • Di qui in poi non vi ripeto che all’interno di ogni Nationa Park esibirete il Pass, considerate che ogni persona per ogni giorno deve pagare 10$, pertanto se siete in 2 dopo 4 giorni nei parchi ci guadagnate, se invece sarete in 4 dopo 2 giorni nei parchi ci guadagnate! Quando passate la garitta dei Rangers vi chiederanno il pass col documento di chi ha messo la firma sul pass, e facilmente vi daranno consigli utili, se avete bisogno di info sul parco non distante dai check points ci sono gli information points coi Rangers sempre disponibili a darvi info su itinerari ed attività da fare. Noi mediamente lasciavamo anche una “mancia” di uno/due dollari in ogni parco. Meritano veramente un contributo per come sono tenuti!
  • A mio parere in questo parco basta un giorno. Sono belle, sono grosse e sono tante le sequoie ma dopo un po’… Fatevi la foto con il generale Sherman ed il generale Grant (sono due sequoie enormi). Ah, fate attenzione che anche se non è evidente c’è una fila per questi graduati, si incazzano parecchio se li superate, provare per credere!
  • Non ve la prendetevela se non ci sta tutta la sequoia nelle foto, a volte è frustrante! Al max fate più scatti e poi li unite con lo strumento photomerge di Photoshop.

San Luis Obispo

  • Noi qui abbiamo voluto spezzare il viaggio per Los Angeles, valutate voi se fare una tappa unica o fermarvi.
  • Io in realtà non ero a San Luis Obispo ma a Morro Bay. Pensavamo di poter fare un bagno nel Pacifico, ma poi abbiamo cambiato idea… Freddo porco!
  • Un collega mi ha detto che a San Luis al sabato fanno un bel farmer market.
  • Ad occhio potrebbe essere più comodo da qua andare a vedere il Big Sur.

Los Angeles

  • Noi qui siamo arrivati nel pomeriggio e siamo andati direttamente a Long Beach, molto carina ma è un casino trovare parcheggio. Attenzione a dove parcheggiate, guardatevi bene i cartelli anche quelli temporanei. A noi ne è sfuggito uno e ci siamo presi una multa dopo 7 min dal parcheggio! Sono super efficienti! Vi conviene farvi un’ampia scorta di monete da un quarto di dollaro e metterla nei parcheggi a pagamento. Fate attenzione che se il limite è un’ora e voi mettete monete per un’ora e mezza vi fotte i soldi della mezz’ora extra, non da il resto. In alcuni c’è la possibilità di usare la carta di credito.
  • Bella e da fare la Walk of Fame, il problema è trovare parcheggio vicino. O usate uno dei parcheggi a pagamento sparsi (sono un po’ dei ladri) o trovate un parchimetro, attenzione che in molte zone hanno il limite di 2 ore!
  • Noi siamo stati solo due notti a LA, non posso darvi troppi consigli. Eravamo più orientati a parchi e natura. Se vi interessano i dinosauri dovete vedere i Brea Tar Pits (unici al mondo) ed il museo di storia naturale!
  • Da qualche mese dovrebbero anche aver spedito lo Space Shuttle Endeavour in questa città, se volete vederlo è al California Science Center
  • Il collega che mi ha preceduto consigliava anche un giro agli Studios.

San Diego

  • C’è chi dice che è bella chi dice di no. Il consiglio di andarci me l’ha dato un collega, ed a lui ed alla ragazza è piaciuta molto, è al confine col Messico.
  • Noi purtroppo abbiamo dovuto rinunciare e siamo andati direttamente a Las Vegas.

Las Vegas

  • Il consiglio è di vederla tra le 20 e mezzanotte, in questi orari ci sono gli spettacoli fuori dagli hotel, gli stessi sono illuminati e ci sono dei bellissimi giochi di luce e la temperatura è un po’ più sopportabile. Di giorno ho visto il termometro dell’auto salire fino a 55°C. State sulla Strip, tanto tutti gli hotel/casinò sono su questa via, al di fuori non è consigliabile andare.
  • Noi l’abbiamo usata come dormitorio visti i costi davvero irrisori degli hotel superlusso in settimana, nei weekend potrebbero essere un po’ più cari.

Valle della Morte National Park

  • Questo è stato l’unico parco dove non abbiamo trovato i ranger col posto di blocco, hanno comunque il visitor center. Fermatevi e prendete le cartine. Sono davvero molto utili in tutti i parchi. Vi danno i posti da vedere. Chiedete sempre consigli a loro se avete dei dubbi!
  • Un consiglio grosso è quello di staccare l’aria condizionata se sale troppo la temperatura, specialmente quella dell’acqua del radiatore. Tanto avete il frigo con le bevande fresche dietro!
  • A Furnace Creek c’è il visitor center, da li poi andate a BadWater (il punto più depresso delle Americhe, all’andata a destra c’è il campo da golf del diavolo ed al ritorno sempre alla vostra destra c’è la via degli artisti, che è un senso unico. Fatele. Al ritorno a Las Vegas potete guardarvi la valle dall’alto da Dantes View.
  • Ah, attenzione agli UFO! L’area 51 non è poi così distante da qua!

Hoover Dam

  • Da Las Vegas al Grand Canyon dovete passare da qua, vi conviene seguire i cartelli e passare a visitare la diga. È davvero maestosa! E serve un po’ a spezzare il viaggio.
  • Organizzano delle gite per vedere gli interni, vedete voi se farci un giro.
  • Vi consiglio di vedere prima di partire il documentario sulla diga fatto dal National Geographic.

Route 66


  • Da Las Vegas al Grand ci dovete passare per forza, quando arrivate a Kingman la prenderete, potete seguire la nuova R66 (che ora in quel tratto si chiama Interstate  40) o fare una piccola deviazione e percorrere per qualche miglio il vecchio percorso, si allunga un pochettino il percorso della nuova ma forse ne vale la pena!
  • Se volete fare l’allungo da Kingman dovete andare verso nord, verso l’aeroporto locale, dopo al massimo 50 km intersecherete la nuova interstate, da li poi andate verso est. Altrimenti potete seguirla un po’ di più: quando la strada passa da NE a SE trovate un bivio, se andate a destra andate subito all’interstate, se andate a sinistra rimanete ancora un po’ sulla vecchia R66. È meno dritta della I40 ma più bella da percorrere! Potete vedere tutto sulle cartine di GoogleMaps
  • Vi consiglio di fare una notte sulla Route, sia per vedervi un paesino carino che per risparmiare qualcosa di hotel. Io sono stato a Williams, il mio collega invece è stato a Flagstaff. Anche a lui è piaciuto il paesino. Da Williams in un’ora siamo arrivati al Grand Canyon (esclusa la tappa al museo dell’aviazione trovato casualmente sulla via). Da Williams partono anche i treni che portano al Grand Canyon, belline da venere le carrozze “antiche”.
  • Se volete farvi un giro su di una Haley Davidson, andate a Flagstaff!

Grand Canyon National Park


  • Che dire del Grand Canyon? È grande, è bello, lascia senza fiato.
  • Noi abbiamo fatto due giorni pieni, in questo tempo abbiamo fatto il tour con l’elicottero, fatto un giro verso ovest con la navetta del parco fermandoci praticamente ad ogni fermata per far foto e vedere il paesaggio. Il bus porta fino all’Heremits Rest. Una casetta suggestiva!
  • Mi raccomando, tenetevi dietro qualcosa da sgranocchiare ma soprattutto da bere. Fa calduccio, però fate attenzione che siete sui 1.500 mt, se non c’è il sole potrebbe fare freschino!
  • Se volete fare l’escursione fino al fiume siate attrezzati: scarpe da trekking (anche leggere), cibo e acqua per il viaggio. I ranger vi sapranno dire tempi e previsioni meteo. Loro sconsigliano di farlo in una giornata, ma il loro parametro sono i pachidermi americani che scendono con le infradito! Sicuramente voi siete più sportivi, al massimo fate un addestramento Bear Grills!
  • Dirigendovi verso la tappa successiva potrete avere molti punti di fermata per panorami unici, sono tutti ben indicati, magari pianificatevi bene dove andare dalla cartina che vi danno i Ranger, sono tanti!

Page


  • Una cittadina che potrebbe non dire nulla, invece ha dei posti spettacolari.
  • Io non l’ho visto, ma il collega ha detto che il Lake Powell è veramente bello al tramonto, tentate di arrivare per quell'ora!
  • Al mattino fate un salto all'Horshoe Band, andate sul presto: la passeggiata sulla sabbia ed il caldo torrido pomeridiano non si abbinano bene! Per me non vale la pena fare l’escursione con la barca.
  • Antelope Canyon, gita da fare sicuramente. Organizzatevi magari da qua, i costi sono un po’ alti la. Se non sbaglio 50$ di gita e 10$ di ingresso. Fatela a mezzogiorno (locale) in modo da vedere le lame di luce che entrano in maniera perpendicolare. Anche per quello è meglio prenotare prima, la gita di quell'ora è presa d’assalto!

Monument Valley National Park


  • Qui non vale il pass, è gestito dagli indiani pertanto state attenti a non farvi ripulire!
  • Prima di arrivare alla Monument Valley il mio collega si è fermato al Navajo National Monument, ha detto che è bello, ci sono indiani che vivono alla vecchia maniera e non si vogliono farsi fotografare, rispettate il loro volere per favore!
  • Io l’ho visto solo sa fuori per motivi di tempo, il mio collega è entrato e mi ha detto che è una strada sterrata ma non troppo dismessa. Valutate voi se fare il giro con le loro Jeep o con la vostra macchina. Loro avevano un SUV e non hanno avuto problemi, al massimo valutate al momento voi

4 Corners


  • Non molto distante dalla Monument Valley c’è il 4 Corners Monument dove si incrociano Utah, Arizona, Colorado e New Mexico. Penso che possa essere carino farci una foto, ma non perderci troppo tempo.

Canyonlands National Park e Arches National Park


  • Voi che avete un po’ di giorni in più potete allungare e passare a vedere questi due parchi. Ci è passato mio collega ed ha detto che sono veramente belli.

Bryce Canyon National Park


  • Il parco è veramente bello, una vista da sogno.
  • Vi consiglio di arrivare per il tramonto, dicono che i colori sono accentuati con la luce del tramonto e dell’alba. Noi non siamo riusciti ad arrivare per tempo ed eravamo un po’ cotti per essere li all'alba.
  • Magari dopo il tramonto potete valutare se fermarvi li a vedere la stellata, sulle guide dicono che è uno dei punti dove non c’è inquinamento luminoso, magari potete vedere qualche stella cadente in agosto!
  • Il giorno dopo con calma potete tornare e farvi il giro del parco. Scendere e passare in mezzo alle guglie. Si fa tranquillamente in due/tre ore.

Zion National Park


  • Anche di questo non vi posso dire molto, abbiamo fatto un accesso al parco da una strada laterale, non siamo entrati nel vero parco. Ci abbiamo passato un’oretta. Il nostro problema sono stati i pochi giorni, ma da quello che ho visto è veramente bello!
  • Dopo questo parco noi siamo tornati a Las Vegas per l’ultima notte, dormito poco in quanto abbiamo preparato le valigie ed il volo era prestissimo la mattina successiva.

Consigli generali per il viaggio


  • Pass per i Parchi nazionali
  • L’auto che noleggiate che non sia l’Aveo, ve ne pentireste.
  • In strada alternatevi ma non superate i limiti, e non fate cazzate tipo cambio di corsia senza frecce. Se la prendono molto.
  • Il fido frigo della 7Eleven sempre ber rifornito di ghiaccio al mattino
  • Un minimo di provviste in auto, a volte non si incontra nulla per parecchie miglia
  • Non viaggiate mai con il serbatoio troppo vuoto per lo stesso motivo, normalmente è indicata la stazione di rifornimento successiva quando ne incrociate una.
  • Evitate di fare carburante nel deserto prima di Las Vegas arrivando dalla costa, le aree di servizio sono poche ed in mano agli indiani, pertanto belle costose.
  • Noi ci muovevamo in auto nel pomeriggio/tardo pomeriggio, non ci siamo mai trovati male.
  • Se potete portatevi un navigatore già da qua con le cartine americane. Non è difficile modificarne uno e metterci le cartine aggiornate
  • Rispettate i limiti anche per il fatto che spesso ci sono davvero animali selvatici in mezzo alla strada, provare per credere!
  • Divertitevi!
Per questi consigli che diffondo ringrazio il mio collega Giamba e la ragazza Raffi, ne ho fatto veramente tesoro e mi sono trovato benissimo nel mio giro!

giovedì 15 novembre 2012

Pensando al prossimo anno...

Ed eccoci qui, non passa troppo tempo dopo le nostre vacanze prima di pensare alle successive.
A cena buttiamo li un po' di idee e vengono fuori un delle idee:

  • East Coast Canadese passando anche per il New England
  • West Coast Canadese ed Alaska
  • Coast to Coast USA
Quasi subito ci rendiamo conto che la seconda opzione è da scorporare, le distanze sono eccessive tra Alaska e Vancouver, servirebbe almeno un aereo ed ad una prima occhiata dei prezzi l'Alaska è davvero cara, decidiamo di lasciare solo l'Ovest Canadese. Nei ritagli di tempo io butto giù delle idee per le due coste canadesi, la traversata degli States la teniamo per un futuro.
Intanto io butto giù la richiesta ferie ed inizio a navigare su vari forum per chiedere info sui due percorsi. Effettivamente non c'è tantissima gente che ha visitato quelle zone, a parte le classiche Toronto, Montreal e Vancouver. Personalmente so come muovermi in Nova Scotia e Prince Edward Island. Riesco a recuperare qualche info su Maine e richiedendo nei forum piccoli frammenti di Vermont e New Hampshire. Molto interessanti le videoguide di Federico Buffa.
Ringrazio tantissimo l'utente Kermode di ForumViaggiatori, è stata utilissima a capire la parte ovest del Canada, soprattutto il tratto delle Montagne Rocciose.
E così abbiamo buttato li un po' di idee, decideremo poi...

sabato 1 settembre 2012

Due conti alla fine del viaggio

Anche dopo questa vacanza vi diamo un’idea delle spese che abbiamo sostenuto.


  • Volo Aereo Milano Malpensa – Francoforte – Toronto e Washington – Francoforte – Milano Linate per 2 persone: 1.990€ (tramite eDreams) + 55€ Terzo bagaglio al rientro
  • Volo Aereo  interno Buffalo – Boston per 2 persone: 123€ (tramite eDreams) + 40€ per le valigie in stiva.
  • Assicurazione medica per due persone dal 5 Agosto al 25 Agosto : 172€ (tramite Columbus Direct – polizza Premium Mondo Intero)
  • Autonoleggio Auto categoria economica  dall'8 Agosto al 9 Agosto da Niagara Falls a Buffalo Airport: 72€ (tramite Budget)
  • Autonoleggio Auto categoria economica (non prendetela!) dal 9 Agosto al 24 Agosto con guidatore aggiuntivo e restituzione auto con serbatoio vuoto: 425€ (tramite il broker eNoleggioauto) + 177 USD come tassa di riconsegna
  • Costo totale degli hotel per la durata della vacanza: 385CAD + 1.415USD (tramite booking.com)
  • Costo per la benzina necessaria per entrambe le auto circa 50€
  • Navetta Toronto Airport - Hotel 23,50€ (tramite http://www.torontoairportexpress.com/)
  • CN Tower: 55€
  • Royal Ontario Museum: 40€
  • Greyhound Bus Toronto - Niagara Falls: 23,50€ (tramite http://www.greyhound.ca/)
  • Journey Behind the Falls: 28€
  • Maid of the Mist: 25€
  • Empire State Building: 40€
  • Statua della libertà: 35€ (tramite http://www.statueoflibertytickets.com/)
  • USS Intrepid: 45€ (http://tickets.intrepidmuseum.org/)
  • Varie spese in 7Eleven e Walmart: 110€
  • Parcheggi Vari: 40€






Tasso di cambio USD/EUR circa 1.21-1.23 USD = 1€
Tasso di cambio CAD/EUR circa 1.22/1.24 CAD = 1€
Costo totale circa: 5.150€ (2.575€ a testa) (escludendo pasti, souvenir, metrò varie, etc che non so ben quantificare)

giovedì 23 agosto 2012

Un museo fantastico

Questa giornata forse è noiosa per chi non è amante degli aerei…
Tutto il giorno è incentrato sulla visita all’Air & Space Museum che c’è fuori Washington. È sorto perché il primo museo (quello che abbiamo visitato in centro) non poteva più contenere tutti gli aerei, ed allora ne fondarono uno nuovo nel 2003. Al momento è ancora in fase di ampliamento. Chissà quanti altri aerei conterrà…
Dopo aver fatto una veloce colazione ci rechiamo al museo, già impostato sul GPS. È veramente a due passi dall'aeroporto  infatti alcuni pezzi sono arrivati qui volando al Dulles International Airport e poi sono stati trascinati all'interno del museo su classiche vie di rullaggio.
Arriviamo in pochissimo tempo, tra  i primi visitatori, volevamo essere li per l’apertura e goderci tutto il giorno. Cosa che ci riesce. Paghiamo il parcheggio e parcheggiamo vicino all'ingresso. Già nel parcheggio si notano delle auto di volontari, si riconoscono per la personalizzazione…
Attendiamo 10 minuti con altri visitatori e poi si parte con la visita. Il posto è davvero magnifico, una miriade di aerei da non credere! Appena entri ti trovi davanti l’SR-71 e dietro ad esso il Discovery. Che già basterebbero a giustificare la visita! Ci informiamo sulle visite guidate, cazzeggiamo un po’ in giro e quando è ora ci presentiamo. Abbiamo la fortuna/sfortuna di beccare un esame che viene fatto alla nostra guida. Una volta all'anno sono obbligati a sostenere un check durante un loro giro da parte di un esaminatore. Purtroppo il signore che ci guida è un po’ agitato, penso a causa dello sguardo severo dell’esaminatore. Fatto sta che ci fa fare un bel giro anche vedendo pezzi unici della seconda Guerra Mondiale (aerei tedeschi che nemmeno in Germania hanno più), pezzi storici come l’Enola Gay, il primo Concorde ad aver mai volato, ovviamente il Discovery arrivato da poco in sostituzione dell’Enterprise, che abbiamo appena visto a NYC e per finire il Blackbird, il mio preferito! Dopo la visita guidata ci prendiamo una pausa ed andiamo a mangiare, e purtroppo per Valeria anche qui hanno solo McDonalds! Forse è l’unico appunto che posso fare a questo museo, ci fosse un’alternativa sarebbe meglio…

Proseguiamo la nostra visita girando per i fatti nostri, ci soffermiamo di più sui pezzi che c’erano piaciuti, visitiamo la “torre di controllo” del museo e vediamo atterrare un bel 747 della British Airways e tanti altri aerei. Poi proseguiamo anche qui a fare shopping, e lo store è piuttosto simile a quello della città, con un po’ meno roba ma alcune cose diverse. Ormai è quasi ora di chiusura e ce ne andiamo in hotel. È ora di fare le valigie, lasciamo fuori solo un minimo cambio per il volo e chiudiamo tutto. Per cena ce ne andiamo in un bel ristorante non troppo lontano dall'hotel  Lo troviamo come sempre grazie a TripAdvisor , ed una volta entrati mi piglia un colpo: è fighettino da paura! C’è poca gente, giusto un paio di coppie. Ho paura ad aprire il menù per i prezzi, ma alla fine è meglio di quello che pensavo. Ovvio che non è economico, ma non ci ho lasciato un rene! Dopo la cena ci dirigiamo all'hotel dove passiamo la nostra ultima notte su suolo statunitense per questa vacanza…
Guarda le foto.

mercoledì 22 agosto 2012

Ultimo giorno a Washington DC

Oggi era partita come giornata shopping. Partiamo belli carichi: metrò e colazione e poi via a fare acquisti. Per il centro ci fermiamo un attimo e vediamo una strana sfilata di marinai  su di un mappamondo, dove c’è anche la statua di un marinaio. Proseguiamo il giro rivedendo dei posti già visti e poi ci ritroviamo all’Air & Space Museum, lo store era fantastico. Prima di entrare però ci guardiamo e decidiamo di vedere un altro po’ il museo, fortuna vuole che partiva una visita dopo pochi minuti e ci accodiamo a questa guida. Questa volta c’è un signore sulla cinquantina, forse sessantina a portarci in giro, e questo giro è molto più interessante per me, in quanto è incentrato sull'aviazione moderna e astronautica. Ci spiega molto bene l’evoluzione delle missioni che hanno poi portato all'Apollo 11. Ci parla anche un po’ di Marte visto che Curiosity è atterrato da nemmeno un mese sul pianeta rosso. Le ore del giro passano in men che non si dica e soddisfatti attacchiamo lo store. Povere carte di credito…
Dopo il giro ce ne torniamo carichi di roba all'hotel dove dobbiamo solo recuperare l’auto visto che era stata caricata al mattino dopo il check-out. Una delle tre valigie è anche già pronta per l’aereo: è piena di vari souvenir e cose che non indosseremo più per questa vacanza. Impostiamo il navigatore per il nostro ultimo hotel, che è abbastanza vicino, poco distante da Washington. Purtroppo becchiamo un po’ di traffico, ma non abbiamo fretta, dobbiamo solo spostarci, non abbiamo da visitare nulla li, visto che non c’è nulla!

Riusciamo ad arrivare senza problemi, il check-in è veloce e ci rilassiamo un po’. Per cena scegliamo un Pizza Hut li vicino, che non ci soddisfa molto, ma non abbiamo voglia di sbatterci e siamo stanchi. Ce lo facciamo andare bene.
Guarda le foto.

martedì 21 agosto 2012

A zonzo per Washington DC

Oggi giornatina bella tosta, ci gireremo i principali monumenti della città. Partiamo, e dopo il consueto viaggio in metrò e colazione partiamo ed andiamo a vedere il Campidoglio, la sede del congresso e l’avrete visto sicuramente in qualche film americano. Molto molto bello a vedersi, altro che visitare qualche palazzo del governo in Italia. C’è tanto verde e spazio intorno. Si vede che è una città progettata per diventare capitale di un grande paese. Ci giriamo intorno ma decidiamo di non visitarla, troppa coda e troppe cose da vedere. Facciamo un bel giro intorno, io oggi soffro un po’ più del solito il caldo. Facciamo tante foto e discorriamo anche con una guardia sul retro dell’edificio, che come al solito ci chiede del nostro giro. Raggiungiamo una fermata vicino alla casa bianca e ne usciamo, pensavo di vederla da lontano, ma se non ci arrivi da davanti la vedi solo all'ultimo  Veramente bella, personalmente pensavo fosse più grande. Magari colpa della distanza tra edificio e strada… Purtroppo non siamo stati fortunati con la visita e proseguiamo verso l’obelisco. Anche qui ci va male, niente visite in seguito al terremoto che c’è stato lo scorso anno, proprio mentre eravamo in volo tra Las Vegas e Newark! Un po’ di foto a questa colonna e poi proseguiamo verso il memoriale della seconda guerra mondiale. Un’opera davvero maestosa e ben tenuta come tutti i monumenti qui, poi scopriamo il memoriale a Martin Luter King, inaugurato da non molto, ed infatti si vede che è tutto veramente nuovo, più di tutti gli altri monumenti, nel mentre passa un grosso elicottero sopra alle nostre teste. Prendiamo e ci dirigiamo in fondo alla Reflecting Pool, che purtroppo non è visitabile a causa di lavori, ci va un po’ di sfiga per certi versi a questo giro. Ma comunque non ci lamentiamo, ci sono tante cose da vedere e comunque anche da distanza non ravvicinata è bella. Li vicino abbiamo il famoso Lincoln Memorial, con una statua enorme di Abramo Lincoln. Si rimane senza parole.

Da li a due passi abbiamo un memoriale della guerra nel Vietnam, molto particolare e ben fatto, si nota l’aura di rispetto che trasmette. Penso che sia una ferita ancora fresca quella del Vietnam per gli statunitensi, soprattutto perché quella guerra è stata persa. Decidiamo poi di cercare dei francobolli, ma non è facile, è un problema che abbiamo avuto anche nella precedente vacanza ed alla fine abbiamo spedito dall'Italia. Alla fine non troviamo i francobolli ma due bottiglie di acqua gasata e fresca si, e vengono finite in un battibaleno. La meta successiva è il famoso cimitero militare. L’ingresso del cimitero di Arlington lo troviamo quasi subito, è vicino alla fermata omonima. Ma una volta dentro è un po’ dura capire dove andare. Preferiamo andare per i fatti nostri e non prendere un trenino turistico. La prima cosa che vogliamo vedere è il famoso monumento di Iwo Jima. Un po’ dura trovarlo visto che è fuori dal cimitero, ma è veramente bello. Da li poi entriamo nel cimitero per un ingresso laterale, ed è veramente come nei film. Una schiera di lapidi bianche allineate, pieno di gente che passeggia come noi o che va a pregare sulle tombe. Arriviamo in fretta alla tomba di JFK, molto silenzio e rispetto li vicino e personalmente tante domande… Poi riusciamo a vedere il cambio della guardia, sembravano veramente dei robot! Li vicino poi vediamo le lapidi di commemorazione dei due Shuttle persi dalla NASA. Il cimitero è davvero enorme! Per andare alla nostra prossima tappa Valeria vuole provare una scorciatoia, io sono un po’ meno d’accordo visto che la chiusura è imminente e non voglio rimanere chiuso dentro. Il passaggio che vogliamo prendere noi sembra essere chiuso, e dopo qualche giro troviamo un’anima pia che ci apre il cancello e così possiamo uscire sulla strada e dirigerci verso il Pentagono. Qui si possono fare foto solo al memoriale dell’11 settembre, ma un paio di foto alla parete dell’edificio militare ci scappano… A questo punto si sta facendo tardi e procediamo verso l’hotel per l’ultima notte. Coi cambi del metrò ormai siamo bravi ed arriviamo alla nostra fermata. Questa sera ci aspetta non la pioggia ma il diluvio. Inizia a piovere veramente tanto, tant'è che l’ultima strada che dobbiamo prendere, che è leggermente in discesa sembra un fiume in piena e noi due salmoni che lo risalgono. Qui riusciamo a contenere il piccolo Gremlin perché in un attimo siamo in camera e ci laviamo ed asciughiamo e mettiamo ad asciugare le nostre cose. Impressionante come di giorno il tempo è bello mentre la sera piove sempre! Fatta la doccia andiamo a mangiare nel posto della seconda sera, visto che non avevamo mangiato male ed è abbastanza vicino.
Guarda le foto.

lunedì 20 agosto 2012

Air & Space Museum

Ci si sveglia col sole e la giornata sarà fantastica, tutto il giorno è dedicato ad un museo dello Smithsonian Institute: National Air & Space. Prendiamo la nostra linea di metrò, scendiamo non troppo distanti dalla nostra destinazione e facciamo colazione. Finita la colazione ci dirigiamo come dei fusi verso il museo, praticamente è il paese dei balocchi. Un museo in cui c’è la storia dell’aviazione! Possiamo vedere il primo aereo della storia, il Flyer dei fratelli Wright che volò sulla spiaggia di Kitty Hawk nel 1903, possiamo vedere il primo aereo che effettuò la traversata atlantica, ovvero lo Spirit of St. Louis, il modulo di comando dell’Apollo 11 e tanto altro ancora.

Abbiamo iniziato il giro da soli, e ci siamo informati per la visita guidata. All’ora prestabilita ci siamo presentati ed il gruppo è stato diviso tra le tre guide. Noi siamo finiti con una graziosa nonnina che ci ha spiegato tante cose, ma era ferrata in particolar modo sugli albori dell’aeronautica. Conosceva infiniti episodi sui primi aerei e si vedeva trasparire la passione per quello che faceva. Valeria ha anche registrato parti delle spiegazioni da portare successivamente a suo padre. Non voglio star qua ad annoiare chi non è interessato all’argomento, ci sarebbe da parlare per ore di ogni singolo pezzo li dentro. Comunque da quello che abbiamo capito tutte le guide hanno da fare un particolare giro ma possono gestirlo come meglio credono ampliando gli argomenti che preferiscono. Personalmente non sono un fanatico dei primi anni dell’aviazione, ma devo dire che la guida che avevamo ha reso la cosa davvero interessante ed era impossibile non seguire con interesse. Abbiamo toccato ovviamente anche cose più moderne, comprese le imprese spaziali compiute da russi ed americani. Mi ha fatto sorridere il fatto che alla domanda “Chi è stato il primo uomo nello spazio?” Abbiamo risposto in pochissimi col nome di Jurij Gagarin, quasi tutti dicevano Alan Shepard che fu lanciato nello spazio un mese dopo il russo. Non concepiscono che non sono i migliori in tutto! Visitiamo anche la cabina del 747 presente solo per una piccola parte nel museo, tutto non ci sarebbe stato, o meglio avrebbe portato via tanto spazio prezioso. Sperimentiamo anche una simulazione di viaggio su di un vecchio aereo di linea, che vibrazioni ragazzi! La pausa pranzo è un po’ un dramma per Valeria, all’interno del museo c’è solo McDonalds! È costretta ad adattarsi ed io ho la possibilità di immortalare su pellicola (virtuale) l’evento. Alla fine è rassegnata. Post pranzo abbiamo anche prenotato uno spettacolo IMAX 3D. Siamo praticamente in un planetario ad alta definizione e 3D, e lo spettacolo che vediamo è quello che parla dell’Hubble, il famoso telescopio. Se vi capita vedetelo, merita veramente. Continuiamo a girare e lasciamo perdere gli acquisti, li faremo l’ultimo giorno con calma. Continuiamo a saltare da un pezzo all’altro e l’ora di chiusura arriva in men che non si dica. Un po’ stanchi ci dirigiamo all’hotel dove ci prendiamo un piccola lavata a fine camminata. Una doccetta rinfrescante e poi cerchiamo dove andare a mangiare. Il posto che avevamo in mente non è quello dove finiamo, ma mi è piaciuto molto, lo stile è quello di una caserma dei vigili del fuoco e c’è anche una vera autopompa in disuso. Ristorati nello spirito e nel corpo andiamo a dormire non troppo tardi…
Guarda le foto.

domenica 19 agosto 2012

Smithsonian Museums

Ci alziamo e vediamo che il tempo non è dei nostri… Molto nuvoloso, ma comunque bello caldo. Ci dirigiamo alla fermata del metrò più vicina a noi, passando prima a fare colazione. Arrivati alla fermata scopriamo che il metrò per oggi non va, e dobbiamo prendere dei bus sostitutivi per andare alla fermata funzionante più vicina, stanno facendo dei lavori. Il servizio è gratuito e ci danno delle ottime spiegazioni. Raggiungiamo la fermata in un po’ di tempo, il traffico di superficie è tanto, e qui prendiamo la metrò, prima però dobbiamo fare il biglietto e la cosa è un po’ complicata… Qui non si paga un biglietto unico, ma si paga in base al percorso ed all’ora. Più viaggi e più paghi e se viaggi nelle ore di punta paghi di più. Un attimino complicato per noi che paghiamo un biglietto unico, ma ha molto più senso, e con le tariffe affisse ad ogni fermata non è complicato. Ma non ci quadra troppo un sovrapprezzo. Chiediamo spiegazioni e ci viene detto che è il sovrapprezzo da pagare per il biglietto usa e getta, se vogliamo possiamo fare la SmartTrip Card con la quale non avremmo alcun sovrapprezzo. Facciamo due conti e vediamo che ci converrebbe e decidiamo di farla, ma dobbiamo trovare un posto dove la vendono in quanto non è ancora disponibile in tutte le fermate, ma lo sarà entro la fine dell’anno. Tanto i biglietti li abbiamo fatti sia per andata che per ritorno e decidiamo di farla alla stazione in centro. La linea è davvero bella e pulita, cambiare molto semplice e non ci perdiamo. Nelle stazioni ci sono parecchi poliziotti, molto disponibili. Vedendoci guardare le cartine del metrò si sono avvicinati e ci hanno chiesto dove dovevamo andare e ci hanno dato indicazioni precise. Alla stazione di destinazione riusciamo a fare la carta con qualche difficoltà alla macchinetta, non prende le carte ed abbiamo scarsità di banconote del taglio adatto!

Giusto per farvi capire vi faccio vedere i miei viaggi:

Usciamo all'aria aperta e dopo poco inizia a piovere, ma piovere di brutto! Il che è una sfiga più grossa di quanto possiate immaginare, io viaggio con una dei Gremlins! Ricordate le regole?
  • mai esporlo alla luce che lo irrita, in particolare quella del sole, che lo ucciderebbe
  • mai farlo bagnare, altrimenti si moltiplica
  • mai nutrirlo dopo mezzanotte

Ecco, quelle di Valeria sono:
  •  Non farla bagnare altrimenti si incazza
  •  Se ti dice che ha fame nutrila entro mezz'ora altrimenti si incazza
  •  Se fa caldo, freddo o è stanca si incazza facilmente

Ecco, ora che le vedrà si incazzerà, è una regola anche questa?
Riusciamo a trovar riparo sotto un porticato di un museo, e dopo averla fatta un po’ sbollire, ed aver visto che la pioggia è calata decidiamo di andare al museo di Storia Naturale dello Smithsonian. Per arrivarci mi offre la mantellina delle cascate, ma rifiuto, puzza più di me sul bus Toronto-Niagara Falls nonostante siano state lavate. Entriamo nel museo ed appena vede che l’ingresso è gratuito ed un paio di fossili si ammansisce. Dovrei avere questo museo dietro l’angolo per quando è nervosa…
Scherzi a parte il posto è magnifico, vediamo dei pezzi unici e delle ricostruzioni che sono dei capolavori, il tempo ci passa in fretta li dentro, facciamo una piccola pausa nel self service e riprendiamo a girare. Qui sicuramente Valeria scriverà pagine e pagine di quello che abbiamo visto, o magari riuscirà a sintetizzare un po’… Arrivati a metà pomeriggio decidiamo di rientrare sul presto visto che il tempo è uno schifo, che siamo bagnati e che c’è il disagio dei mezzi ancora per oggi. Anche nel percorso dalla fermata all'hotel ci prendiamo un po’ d’acqua ma non tantissima. Una volta docciata, asciugata e con dei vestiti puliti ritorna ad essere felice e solare come sempre (o quasi!).

Decidiamo di fare un po’ più di strada e di andare a mangiare in una zona dove dovrebbe esserci un cinema. Una volta arrivati abbiamo qualche problema a parcheggiare, non ci sembra vero che un multipiano sia gratuito per la sera. Andiamo a vedere i locali e ci accorgiamo che anche se siamo vicini alla capitale anche qui chiudono presto e che il cinema è già chiuso, riusciamo a fare una vasca per vedere i posti aperti e per scegliere. La scelta va per un classico pub, decidiamo di mangiare all'interno visto che il tempo è ancora un po’ pazzo… Sinceramente mangio bene e non spendiamo nemmeno troppo. Contenti prendiamo l’auto e senza pagare il parcheggio andiamo a riposare.
Guarda le foto.

sabato 18 agosto 2012

Un grande Mall

Ed eccoci di nuovo in città, Baltimora non è male. Il centro è molto bello. Per oggi decidiamo di visitare un paio di navi. Io scelgo di visitare l’USS Torsk, un bel sommergibile che combatté la seconda guerra mondiale a largo delle coste giapponesi. Avevo sempre desiderato visitare gli interni di un sommergibile, non è sicuramente un moderno sommergibile nucleare, ma comunque un bel diesel-elettrico che ha fatto storia. Ho la fortuna di entrare poco dopo un tizio enorme che scopro essere imbarcato su un moderno sommergibile statunitense ed origliando scrocco un po’ di spiegazioni che chiede ai volontari dell’unità. Gli spazi sono davvero stretti, e non oso immaginare come fosse vivere dentro a questa nave, soprattutto durante una guerra! Valeria invece sceglie di visitare la USCGC Taney, una nave della Guardia Costiera Statunitense che era presente alle Hawaii durante l’attacco a Pearl Harbour, solo che era ormeggiata ad Honolulu e non fu colpita dall'attacco  La carriera di questa nave finì nel 1986, dopo aver servito la patria in tanti modi diversi. Nella visita si notano immediatamente che gli spazi sono maggiori rispetto ad un sommergibile. Molto interessante anche qui leggere come funzionava il tutto… L’ultima tappa è un vecchio faro, il Seven Foot Knoll Light, spostato dalla suo originale posizione al molo di Baltimora nel ’97. Impressionante pensare a come potesse essere la vita del guardiano del faro. C’è la possibilità di vedere tutte le stanze. Finito il giro Valeria mi porta da Bubba, ora è il mio turno offrirle il pranzo. Io prendo una secchiellata di pesce, tanto e buono. Dopo il lauto pasto prendo un vero e proprio secchiello Bubba Gump a Valeria, tanto abbiamo il terzo bagaglio da riempire! Appena dopo aver mangiato siamo fuori dal ristorante ed uno strano rumore ci fa alzare lo sguardo. Dopo un paio di passaggi e parecchie foto arriviamo a capire che è un B-17 (Fortezza Volante) quello che stiamo osservando, proprio quello usato per fare il film "Memphis Belle" che poi scopriremo essere in città per dei voli per il pubblico. Con una ragazza tutta contenta per un semplice secchiello procediamo a fare un po’ di shopping prima di procedere verso Washington. Usciamo dalla città e facciamo una piccola deviazione, ci dirigiamo ad Hanover all’Arundel Mills Mall. Un centro commerciale enorme. Nonostante il parcheggio sconfinato facciamo fatica a trovare parcheggio, una volta parcheggiato entriamo senza saperlo nel loro negozio più grande: Outdoor World. Praticamente è un negozio di caccia e pesca, ma dove trovi di tutto per la caccia e la pesca. Dalle barche all'abbigliamento  Per non parlare delle armi ovviamente! All'interno c’era anche un acquario enorme, probabilmente per fare vedere quello che puoi pescare. Ricostruzioni di scene di caccia con orsi, ponti sospesi, alci, idrovolanti tutto in dimensioni reali! Un idrovolante appeso al soffitto di un negozio ragazzi! Stavamo per prendere dei richiami di anatre presi dalla foga ma alla fine desistiamo. Entriamo nel Mall vero e proprio, visto che quello era solo un negozio! Tutto grosso, la nostra meta è un outlet della Levi’s, ma guardiamo un po’ tutto. Dopo un po’ di ore li dentro ce ne andiamo, ancora basiti per l’immensità del posto. Il viaggio non dura molto e raggiungiamo senza incontrare troppo traffico il nostro hotel, siamo all'imbrunire e vediamo un po’ di facce losche in giro, ma a quanto pare qui la gente è un po’ così, siamo forse noi che interpretiamo certi comportamenti come loschi. Mentre facciamo il check-in un altro cliente mi fa un po’ di domande su quanto pachiamo per le nostre 4 notti e quando abbiamo prenotato. A lui hanno sparato una cifra un po’ più alta per un last minute… gli dico che sarà perché non ha prenotato prima ed all'ultimo le stanze salgono. Ce ne andiamo in stanza lasciando mercanteggiare con l’addetto alla reception. Giungiamo nella stanza che ci ospiterà per le prossime quattro notti, e torno a prendere le ultime cose, compreso il fidato frigo. Dopo esserci fatti una doccia andiamo a cercare un posto dove mangiare. Becchiamo un posto non troppo distante dove fanno pizza, odio prenderla all'estero so che non è buona ma alla fine qui è una delle cose più economiche e da queste parti sanno essere cari! Valeria non vuole andare assolutamente nei fast food stile Mc e pertanto le opzioni si riducono.

Alla fine la pizza è discreta ed il conto non salato, TripAdvisor si sta rivelando molto utile in questa vacanza!
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venerdì 17 agosto 2012

Gatti coccodrillo

Al risveglio andiamo a vedere se i felini hanno gradito, troviamo poco e niente, si sono mangiati tutto! Peperoni, patate e pane ripieno di sugna! E li vediamo li sdraiati che se la godono. Sono pieni da scoppiare! Ci ricordano dei coccodrilli dopo che si sono mangiati uno gnu! Se passate al Red Carpet Inn e fate il nostro nome ai gatti avrete tante fusa gratis!

Lasciamo questo hotel sul presto e ce ne andiamo nuovamente nella prima Capitale degli Stati Uniti d’America. Parcheggiamo e quest’oggi non prenderemo fregature, troviamo un posto più vicino e meno caro, che il giorno prima era già completo! Raggiungiamo la biglietteria e ci facciamo dare i biglietti, facciamo ancora un mezzo giro e quando manca una mezz'ora raggiungiamo il punto prestabilito. Riusciamo ad entrare dove ieri non ci era permesso farlo, è bastato fare una semplice prenotazione… Arriva il nostro turno e veniamo accolti in questa antica stanza, il nostro cicerone è un Ranger bello grosso che sembra aver ingoiato un microfono relativo amplificatore! Non ho idea di come faccia a parlate con un volume così alto per tutto il giorno! Lascio a Valeria il piacere di descrivere le meraviglie “storiche” viste oggi. Avranno poca storia questi americani ma ci tengono davvero tanto, qui noi abbiamo millenni di storia e facciamo crollare tutto… Ci facciamo un giro per il parchetto, poi un altro breve giro per le vie del centro e tappa finale nei negozi per souvenir e cartoline. Poi anticipiamo il traffico della città e puntiamo dritti su Baltimora, arriviamo in serata ed attraversiamo un po’ di quartieri. La città ci sembra subito un po’ insicura. Ci saremo fatti influenzare dalla guida, ma anche il distributore dove mi fermo a fare il pieno il gestore è chiuso dentro ad uno sportello bello blindato… Cerchiamo di raggiungere il centro che è sul mare e come riferimento viene dato l’acquario. Sembra un po’ di cambiare città in pochi metri: un po’ fuori pericolosa (almeno l’impressione che trasuda è quella) ed il centro pieno di vita e tranquillo. Lasciamo l’auto ai margini, non volendo lasciarci in capitale per il parcheggio, ma il posto sembra tranquillo. Ci muoviamo a piedi e facciamo un giro a zonzo per capire che cosa c’è, Valeria non si lascia sfuggire un ristorante aperto da poco, un altro Bubba Gump! Stasera però non andremo a mangiare li, ma al famoso Cheesecake Factory, conosciuto grazie alla serie di nerd “The Big Bang Theory”. Nell’attesa visto che siamo all'imbrunire decidiamo di non fare il giro delle navi ma quello all'acquario  uno dei più grandi e belli al mondo. Effettivamente è maestoso, hanno anche ricostruito in una zona una foresta brasiliana! L’unica cosa che non mi piace è lo spettacolo dei delfini, ho appena visto un documentario su come vengono catturati per lavorare nei parchi acquatici e la cosa mi infastidisce. Perdiamo almeno un paio d’ore in questa immensa struttura, ammirando tantissimi pesci e poi usciamo. Ci dirigiamo al ristorante dove vogliamo cenare e chiediamo un tavolo per due. Ci dicono che c’è da aspettare parecchio, ma questa è la nostra unica possibilità nella vacanza per mangiare in questa catena. Confermiamo e ci danno un aggeggio stile portachiavi gigante che ci avrebbe avvisato per ritornare. Andiamo nella galleria a fare due passi e vedere delle vetrine quando dopo 10/15 minuti inizia a vibrare ed ad illuminarsi lo strano affare! Ci prende un po’ alla sprovvista e torniamo al ristorante, ci indirizzano subito al nostro tavolo, il posto è imballato di gente essendo un weekend, ma sono abbastanza veloci con le ordinazioni. Io prendo un secondo e Valeria due antipasti di pesce, che ha gradito molto! Per finire prendo ovviamente una fetta di Cheesecake, come potrei non prenderla in un posto con un nome del genere? È davvero buona e merita, non spendiamo nemmeno troppo, neanche 40$ con la mancia ed usciamo soddisfatti. Torniamo alla macchina, ma alla fine il posto non è poi così losco col buio, ma ci muoviamo in fretta e raggiungiamo il nostro hotel poco fuori città. L’unica sfiga del posto è che divide il parcheggio con un pub ed è difficile prendere un posto vicino, ma alla fine ne troviamo uno abbastanza comodo. Il posto è un classico Motel 6 e ce n e andiamo a nanna sempre più distrutti!
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giovedì 16 agosto 2012

Philadelphia

Oggi la giornata comincia con un bucato! Prendiamo l’auto ed andiamo a poche miglia, ormai espertissimi mettiamo a lavare le nostre cose, nell’ora di attesa andiamo ad un diner consigliato dalla proprietaria della lavanderia. In 2 minuti ci siamo, le indicazioni sono precise e ci prendiamo dei pancakes, e questi sono davvero enormi! Mangiamo a fatica ma dobbiamo lasciarne un po’, alla fine la capienza dello stomaco è limitata! Torniamo precisi per far asciugare la nostra roba, e mentre asciuga cazzeggiamo in un supermercatino li vicino, prese due cazzate torniamo a prendere i vestiti, li portiamo all’hotel ed andiamo finalmente a Philly! Passiamo il fiume Delaware che divide il New Jersey dalla Pennsylvania. In città abbiamo idea di dove andare e cerchiamo un parcheggio non troppo caro, dopo un paio di giri ne becchiamo uno e parcheggiamo. Andiamo al centro informazioni per turisti e capiamo che per visitare la Indipendence Hall abbiamo bisogno di prenotare, anche per il giorno stesso. Il costo è davvero ridicolo e decidiamo di farlo in serata per il giorno successivo vista la mancanza di collegamento ed il casino che abbiamo dovuto fare a NYC per l’Intrepid. Pertanto visitiamo tutto il resto guidati dalla nostra Lonely Planet, il giro ci porta via un po’ di ore, andiamo anche sulla sponda del fiume poi torniamo indietro. Il caldo è atroce oggi, sembra lontana secoli la pioggia di ieri!
Decido poi di fare un giro un po’ meno culturale, visto che il più l’abbiamo visto e che domani avremo ancora un po’ di tempo, dirotto Valeria ad un paio di miglia da qua. Arriviamo ad una famosa scalinata, famosa non per eventi storici ma per un film: Rocky! C’è parecchia gente, ad occhio da tutto il mondo, che sale di corsa le scale per imitare il grande pugile! Possiamo evitare di fare ciò noi? Ne dubito!
Ormai si sta facendo tardi e non vogliamo perderci la cena, tanto i musei qui chiudono presto e non ci interessa la vita notturna della città, torniamo alla macchina e scopriamo che abbiamo interpretato male il messaggio pubblicitario di sconti del parcheggio, pertanto paghiamo il doppio di quello che pensavamo e ce ne andiamo. Una tizia ha provato a spiegarci perché, ma non capiamo troppo bene. Pare che siamo arrivati troppo tardi, dovevamo arrivare prima per pagare di meno andando via alla stessa ora. Ancora non capisco…
Senza incontrare troppo traffico ci dirigiamo all’hotel, una doccia veloce e poi a mangiare, il posto è vicino ma c’è da attraversare una strada a due corsie per senso di marcia, perciò andiamo in macchina, non vogliamo rischiare di essere investiti viste le velocità a cui viaggiano… Mentre andiamo dico a Valeria che non berrò visto che devo guidare, e lei mi dice: “Ma dai, per fare si e no 200mt come vuoi che ti fermino? È impossibile!”. A quel punto arriviamo al ristorante e vorrei ucciderla! Almeno quattro macchine della polizia locale parcheggiate con gli agenti dentro al ristorante! La guardo ed ha il buon senso di non dire nulla! Quando vuole sa portare una sfiga tremenda! Vabbè, entriamo, ho anche letto su tripadvisor che si mangia davvero bene… Ci portano il menù, senza foto, e dobbiamo ordinare. Avendo letto le recensioni scelgo di prendere il piatto forte del posto (e poi scopriremo che è tipico di Philadelphia) che è la Cheesesteak, immaginando dia una bella bistecca con sopra del formaggio, scelgo la via di mezzo in quanto nelle recensioni dicevano che il grande era troppo grande. Ho fame ma non sono così capiente. Valeria mi segue ma ne prende uno senza formaggio e li mi pongo i primi dubbi: come cavolo fai a portarmi un Cheesesteak senza cheese? Da bere prendiamo limonata e tap water, no alcool vista la quantità di sbirri nel locale (una decina): non voglio passare guai nemmeno per una birretta!

Arriva il piatto e li la sorpresa! Non vi voglio rovinare la sorpresa, fate una ricerca su Google e poi proseguite la lettura! Fatto? Bene ora capite che cos’è che ci siamo trovati nel piatto! Ed il bello è che c’era sulla guida, ma non abbiamo letto la parte dei cibi, ma solo dei monumenti! Valeria è nera, ha preso quella senza formaggio ma con spicchi di patatine (non so il nome ma erano così alla vista), peperoni e qualcos’altro, io il classico con carne e formaggio. Io riesco ad arrivare appena dopo la metà del panino e Valeria si sazia ad un terzo, siamo ingolfati! Passa la cameriera a chiederci se andava bene e precedo Valeria dicendo che va tutto ok. Lei si incazza ma provo a spiegarle che siamo noi le volpi che hanno ordinato senza sapere che era, e quello che ci aveva portato non era male. Non ti puoi incazzare se ordini un panzerotto e non ti portano una pizza! Ce ne andiamo e la ragazza ci da la famosa Doggy Bag. Non ce la sentiamo di lasciare tutto quel mangiare, ma non sappiamo cosa farcene. Arrivati in hotel ci viene data un’idea da alcuni ospiti fissi, i gatti. Ne abbiamo visti pochi nelle nostre vacanze in America, ma qui ce ne sono tre o quattro. Mettiamo vicino ad un bidone gli avanzi della nostra cena e ce ne andiamo a dormire pieni come dei coccodrilli!
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