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martedì 13 agosto 2013

Tra fossili e laghi di smeraldo

Ed eccoci alla sveglia, relativamente presto. Non che abbia dormito bene a causa della ferrovia che ci passa molto vicina! Intanto che io svuoto le taniche, non so come sono i campeggi nei parchi, Valeria prova a chiamare il numero per prenotare la visita, ma senza successo. Sono solo le 8.30 e magari non c’è ancora nessuno. Mandiamo velocemente ultimi messaggi e mail visto che la connessione nei prossimi giorni non sappiamo se ci sarà, e partiamo.
Il viaggio fino a Field è veloce ma suggestivo, sarà merito delle piogge notturne, ma si vedono ancora basse nubi lungo la strada in una giornata che al momento è soleggiata. Arrivati a Field mi fermo al punto informativo dei Rangers, ma sembra non ne sappiano nulla, Valeria riprova a chiamare ma ancora nulla. Ci dirigiamo verso un indirizzo che aveva trovato, ma arriviamo ad una scuola deserta. Torniamo indietro e riprovo io a chiedere ad un altro tizio, e questo fortunatamente conosce la cosa e dice che si ritrovano li fuori. Nel frattempo, mancano 15 minuti all’inizio, Valeria riesce a chiamare ed a prenotare. Il ragazzo arriva puntualissimo e siamo i soli partecipanti alla gita. Meglio per Valeria, così può far tutte le domande che vuole. La spiegazione della visita guidata ve la può dare lei, io vi posso dire che mentre ci spiegava siamo andati alla scuola di prima a piedi, dove abbiamo visto dei veri fossili, più che unici. Nel percorso ci ha spiegato le varie ere geologiche ed anche l’evoluzione della vita sul nostro pianeta, così come le grandi estinzioni che si sono verificate. Ci spiega anche l’evoluzione del posto in cui ci troviamo ora e perché ha potuto conservare questi fossili unici, solo in Cina esiste un posto simile dove si sono potuti conservare i tessuti molli, ed in tal modo studiare veramente l’inizio dell’evoluzione sul nostro pianeta. Valeria durante la spiegazione sembra una bimba, un po’ di domande che non capisco troppo a causa del linguaggio troppo tecnico. Dopo un filmato di spiegazione ci permette anche di vedere e toccare dei veri fossili, li la perdo definitivamente.
Ma arriviamo alla fine della visita e conosciamo anche il preside della scuola, e facciamo quattro chiacchiere. Ma quanti di loro hanno fatto un viaggio in Italia?
Torniamo al nostro camper e decidiamo di fare qualche chilometro indietro, nel mentre eravamo a scuola ha piovuto parecchio, ma ora è di nuovo tornato il sole. Puntiamo verso Emerald Lake, e ci arriviamo in poco tempo, fortuna vuole che troviamo il posto per il camper in un attimo, per fortuna fanno i parcheggi apposta e semplifica la vita ai camperisti! E’ davvero uno spettacolo questo lago, Il colore col sole che picchia è davvero magnifico!
Facciamo il giro del resort che sorge su quella che sembra essere un’isola collegata con un ponte di legno. Penso che qui le camere costino un bel po’…
Il posto è da mozzare il fiato, facciamo un po’ di foto, prendiamo qualche souvenir e poi ci dirigiamo verso la zona di Lake Louise per prendere posto in uno dei camping, chiedendo ai ranger di Field ci è stato detto che non possiamo prenotare telefonicamente e che alle 14 faremmo bene ad essere li. Alla fine attraversiamo il confine tra Alberta e British Columbia, e quando arriviamo a Lake Louise è troppo tardi, il camping era già completamente pieno e ci mandano a parecchi chilometri di distanza. Purtroppo nei parchi ci sono solo i camping governativi e perdiamo parecchio tempo per andare a prendere il posto, sulla via del ritorno evitiamo l’autostrada per cercare di scorgere un po’ di fauna selvatica, ma non siamo molto fortunati. Vediamo la formazione denominata “il Castello” e torniamo alla cittadina per fare rifornimento, visto che eravamo ormai in riserva spinta!
Guarda le foto.

domenica 11 agosto 2013

Long Journey

Dopo aver dormito con le secchiate d’acqua che cadono sul camper, ci svegliamo sul presto e prima di rischiare di rimanere senza piazzola per la sera, decidiamo di pianificare la prossima tappa. Scegliamo di allungare un po’ ma di passare per Kelowna, e dapprima volevamo fermarci in zona, poi guardando un po’ di cartine scelgo di proseguire fino ai limiti dei parchi, quasi fino a Revelstoke. Guardiamo la nostra guida di camping e tra i vari camping della città scegliamo quello dell’Arca di Noè! Sia per i servizi che per il toll-free. Chiamo per prenotare e richiedo una piazzola con acqua e corrente, lo scarico non dovrebbe servirci.
Sistemiamo il tutto per la partenza, chiediamo delle dritte per dove fare la spesa e ci dirigiamo verso Merritt, dove giungiamo in un’ora e mezza abbondante, la velocità di crociera del mezzo è bassa, soprattutto in salita. Per arrivare alla prima tappa affrontiamo il nostro primo passo, e mi accorgo delle limitazioni del mezzo ed inizio a farmi domande sul fatto di averlo preso per la traversata. È davvero comodo, ma è davvero duro da spostare!
Arriviamo a Merritt facciamo sosta in due supermercati: WalMart e Superstore. Qui troviamo un po’ di prodotti a cifre più umane ed anche l’acqua con le bolle, una cosa difficilissima da trovare qui! Perdiamo un po’ di tempo tra i due supermercati ed alla fine partiamo che è ora di pranzo. Puntiamo verso Kelowna, e dobbiamo affrontare il nostro secondo passo, ogni tanto stacco l’aria per non affaticare troppo il motore, ma mi pare di avere un caldo assurdo, fuori l’aria non è poi così calda. Penso che magari è la tensione del guidare il bestione che mi fa questo effetto… Poco dopo il secondo passo ci accorgiamo di un suono fastidioso, sentendolo poi che si ripete ad intervalli regolari ci viene il dubbio che provenga dal mezzo. Il rumore pare venire dal rilevatore di fumo! Un po’ preoccupati accostiamo quanto prima e verifichiamo: viene da quell’aggeggio infernale! Dopo vari tentativi veniamo a capo del problema, è il dispositivo che ha dato fuori di matto, togliamo la batteria e lo resettiamo, e da allora non ci creerà più problemi. Ci va a anche bene che nel mentre ci troviamo in un acquazzone e non devo guidare in quelle condizioni, il tutto dura 5 minuti al massimo.
Arrivati quasi a Kelowna ci fermiamo in un’area di sosta con ufficio turistico. Qui ci rendiamo conto dell’origine del calore che sentivo: il motore è sotto di noi ed è bello caldo, se ne accorge valeria prendendo alcune cose nello scendere. Controllo subito le temperature ma sono addirittura sotto la metà, avendo un 7 litri mi sa che butta fuori parecchio calore. Chiediamo come fare per raggiungere la città e vedere l’Ogopogo, che non è altro che il cugino Canadese di Nessie. Faccio presente che guidiamo un mezzo di 26 piedi, ma ci sanno indicare dove provare a parcheggiare, o almeno provare. Imposto il navigatore e partiamo, riusciamo ad arrivare in zona senza problemi, sono un po’ teso dal guidare il mezzo in una città, e soprattutto di doverlo parcheggiare. Provo a parcheggiare di fronte ad un supermercato ma trovo cartelli che mi proibiscono la cosa, allora con un po’ di difficoltà giro il mezzo e parcheggio a due passi da li, cercando di far stare il camper negli spazi previsti per le macchine, ed incredibilmente riesco quasi a farcelo stare. Sporge un poco di lato, e di lunghezza nemmeno molto, prendendo il primo parcheggio c’è parecchio margine. Fortuna vuole che oggi non si paga nemmeno il parcheggio e si ferma pure un signore a confermarcelo! A questo punto giriamo per un paio d’ore almeno per la cittadina, che è abbastanza carina a parte un pazzo ubriaco che insulta i turisti nel parco. Facciamo qualche foto a cavallo dell’Ogopogo (la statua, non quello vero), due passi sul lungolago, una limonata fresca ed il tempo vola. Dobbiamo arrivare prima che faccia buio, non voglio guidare e parcheggiare senza luce.
L’ultimo pezzo di strada è abbastanza tranquillo e troviamo il posto grazie al navigatore, non è che ci siamo troppe indicazioni per l’Arca! La proprietaria che ci accoglie alla reception è una signora a dir poco piacevole e disponibile, rimaniamo a chiacchierare un po’ con lei su varie cose come l’Italia che ha visitato in passato, sul fatto che siamo i primi italiani che vede nel suo campground, sulle varie regole del posto e via discorrendo.

Raggiungo la mia piazzola poco prima che sparisca il sole, non è facile parcheggiare il bestione con la visibilità limitata e senza molti punti di riferimento, devo scendere qualche volta a verificare le posizioni ed alla fine ci fermiamo. Al solito attacchiamo tutto, e scopro anche che ci hanno dato un posto con anche lo scarico! Meglio! Doccina e poi delle buone trofie al pesto! Mi sa che nessuno le ha mai mangiate in quel campeggio!
Guarda le foto.

martedì 6 agosto 2013

Da Gastown agli States

Abbiamo dormito un bel po’… Ora decidiamo di andare a fare colazione in uno Starbucks li vicino più che altro per scroccare un po’ di connessione per contattare l’Italia. Avevo guardato il giorno precedente e non era molto distante. Ci arriviamo senza troppe difficoltà, ed in quel breve percorso ci accorgiamo già che la città non è più in festa, c’è molto più traffico, sebbene sia molto distante dalla nostra idea di traffico!
Contattata casa, Valeria tramite Skype ed io tramite email, raggiungiamo nuovamente la fermata della metropolitana leggera, tanto abbiamo il permesso di lasciare l’auto fino al pomeriggio nel parcheggio dell’hotel. Arrivati in città, stessa fermata del giorno prima, ci dirigiamo verso la parte “antica” della città, Gastown. Ci sembra molto diversa dalla città del giorno prima, anche se siamo a poche centinaia di metri. L’impressione è che sia fatta per i turisti. Attrazione del posto è l’orologio a vapore che ogni 15 minuti suona qualche nota attraverso gli sfiati di vapore. Una cazzata, magari, ma sanno come valorizzarla. Arriviamo a vedere la statua di Gassy, il fondatore della cittadina poi inglobata in Vancouver. Facciamo un po’ di shopping, e cerco di connettermi coi ragazzi di Vancouver, dovremmo cenare insieme, ma l’assenza di connessioni ci rendono il compito difficoltoso. Fortunatamente tra un Hot spot e l’altro riusciamo sentirci e la cena si trasforma in un pomeriggio a Central Park, non quello di NYC ma quello di Burnaby.
Decidiamo allora di pranzare in città e poi di proseguire all’incontro, avendo saltato la cena e bevuto solo un po’ di cioccolata sono un po’ affamato, ed allora proseguiamo verso uno dei due The Keg del centro. La mia fame è da lupi, ed il menù è un po’ diverso da quello dello scorso anno ma dopo 5/10 minuti siamo pronti ad ordinare. Una bella bistecca per entrambi e Valeria scopre la loro limonata, che non è limonata ma Sprite con succo di limone, che apprezza tanto!
Finito il pranzo decidiamo di andare a riprendere l’auto e facciamo un giro ad un WalMart, la guida ora è affidata a Valeria che si lamenta come al solito quando guida qualcosa di diverso, soprattutto in città! Ma alla fine si trova abbastanza alla guida della Jeep. Facciamo due passi e guardiamo un po’ di roba, è la nostra prima visita ad un WalMart da un anno, Io sto per prendermi un BBQ a gas che ti tirano veramente dietro, da noi costerebbe parecchio di più! Sono quasi le 15, ora di ritrovo con un po’ di italiani al Central Park. I primi che conosciamo sono una coppia (zio e nipote) sardi, un’avanscoperta per una probabile emigrazione/immigrazione e poi una famiglia parmigiana in vacanza per un mese nella calda città Canadese. Nel mentre arrivano anche Jle e Diego.
Ci addentriamo nel parco e vediamo un po’ di scoiattoli piuttosto intraprendenti. Si chiacchiera un po’ di tutto, ma più che altro i due ragazzi sono interessati da domande su emigrazione in Canada. Personalmente sono molto interessato, ma mi sforzo di parlare d’altro. Alla fine avranno una serie di persone che li contatta per queste cose e preferisco non stressarli troppo. Preferiamo chiedere cose sulla zona, su come si trovano loro li e ci viene chiesta qualche info sul nostro giro da li alla fine della nostra vacanza. Nel mentre siamo immersi nella natura e ci sono un po’ di scoiattoli, oche e corvi che ci girano intorno. C’è uno strano scoiattolo nero che ci gira intorno e si trascina in modo strano prima di riprendere a correre normalmente!
Finita la piacevole chiacchierata coi ragazzi dobbiamo ripartire verso gli States, dormiremo ad Everett stanotte, e la distanza è abbastanza, anche se a noi sembra più corta.
Perdiamo poco meno di un’ora ad attraversare il confine, la maggior parte del tempo la perdiamo all’interno della stazione di frontiera degli Stati Uniti per ottenere il visto turistico di tre mesi, l’agente che ci capita è molto simpatico. Mentre compiliamo i moduli ci fa parecchie domande sull’Italia, lui è ha lavorato con un cuoco italiano a Frisco. Si interessa del mio lavoro e guarda su internet dove voliamo. Alla fine ci rilascia il visto e ci manda a pagare i 6$ a testa, dandoci precise informazioni sul visto e su dove lasciarlo. Dopo di noi c’è un ciclista canadese che se la cava in pochi minuti, infatti ci passa davanti alla macchina ad uno stop mentre ci reimmettiamo nel traffico normale. L’agente ci ha anche raccomandato di fare attenzione ad Everett, seguiremo sicuramente il suo consiglio!
Riprendo la guida, ma le miglia da fare sono molte di più del previsto, sulla cartina sembravano vicine!
Arriviamo all’hotel che ha fatto buio, le procedure di registrazioni sono veloci ed il personale è molto cortese. Usciamo subito e mentre cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa vediamo dei fuochi artificiali, provo a dirigermi verso di loro per vederli, ma finisco dietro lo stadio, dove si vedono comunque bene. Poco dopo decidiamo di andare a cercare un posto aperto, per spiluccare qualcosa prima di andare a letto, ma la ricerca non è semplice, sembra tutto chiuso. Vado in un locale indicato da Valeria (l’unico che non è un fast food). Per farvi capire com’era vi dico che nemmeno le patatine fritte erano buone…

Paghiamo ed andiamo all’hotel che è poco distante, a fatica parcheggio il mezzo, visti gli spazi ristretti e ce ne andiamo a riposare. Domani sarà una giornata super!
Guarda le foto.

domenica 4 agosto 2013

Pronti, Via!

Ed eccoci qua ad una nuova partenza!
Oggi è un giorno particolare, è il compleanno di Valeria ed avrà il compleanno più lungo della sua vita, grazie all'aereo ed ai fusi orari durerà 33 ore!
Sveglia puntata alle 5 per essere tranquilli, facciamo un veloce controllo di quello che abbiamo e poi si va. Questa volta i bagagli sono tanti, due bagagli a mano (uno zaino ed un trolley cabin size) e quattro bagagli in stiva, fortunatamente BA ci ha dato la possibilità di avere due bagagli da 23kg in stiva a testa e ne abbiamo approfittato. Abbiamo i nostri soliti bagagli, con un po' di roba pesante (andiamo in montagna...), poi in uno tutta roba per il camper come asciugamani, accappatoi, cibarie e strumenti da cucina che potremmo non trovare, mentre nell'ultimo non è roba nostra, facciamo un favore a dei ragazzi friulani che ora vivono a Vancouver e portiamo loro un po' di roba da parte dei loro famigliari italiani. A noi non costa nulla, l'unico impegno è il tratto auto check-in e nastro bagagli auto, che con i carrellini si annulla...
Carico la mia fida Auris e partiamo in direzione T1, lascio la Valeria con tutte le valigie e mi dirigo a lasciare l'auto al T2. Senza valigie rientro in venti minuti e ci muoviamo verso il check-in che scopro aver cambiato f. Vediamo una bella coda e dopo 15/20 minuti mi accorgo che siamo nella fila di quelli che devono fare check-in, noi dobbiamo fare solo il deposito bagagli. Gli scorsi anni con Lufthansa era obbligatorio il check-in online, e pensavamo che fosse la stessa cosa con BA. Avvicinandoci all’ingresso scorgo le scritte e mi butto subito fuori dalla coda per entrare nella fila giusta, una sola persona davanti! Peccato che quelli che sono al bancone ci mettano una vita, hanno problemi coi bagagli a quanto pare, ma tanto noi siamo in anticipo! L’addetta fa anche gli auguri a Valeria (allora li leggono veramente!).
Ci mettiamo poco a fare il tutto, siamo in regola ed anche i bagagli sono ampiamente sotto i limiti dei 23kg. Ci dirigiamo ai controlli che sono quasi vuoti ed anche questi vengono passati senza problemi, Passaporti idem (la marca da bollo l’abbiamo messa su ieri!). Non ci resta che aspettare la chiamata dell’imbarco e nel mentre ci facciamo qualche foto. L’imbarco è in ritardo, manca solo l’equipaggio. Quando arrivano spiegano che hanno avuto un problema col trasporto dall’hotel e ne hanno dovuto prendere un altro e si scusano. Nessun problema per noi, con tutte le ore di transito, mezz’ora di ritardo non ci crea problemi. Il volo parte senza altri problemi, ed in men che non si dica siamo sulla manica, nel frattempo mi sono mangiato un ghiacciolo all’arancia (era un succo, ma me l’han dato congelato!).
Un po’ di traffico all’aeroporto e ci fanno stare in holding per un 20 minuti prima dell’atterraggio.
Durante il rullaggio perdiamo il conto dei 747 parcheggiati, uno di quelli ci porterà dall’altra parte del mondo!
Scesi andiamo a rifare i controlli: passaporti e sicurezza. Entrati nella zona sterile delle partenze cerchiamo dove prenderci qualcosa da bere e giriamo nei negozi. Alla fine ci sediamo e dopo un po’ mi allontano per andare a prendere un pensiero per Valeria.
Finalmente arriva l’ora di imbarcarci sul volo per Vancouver, purtroppo non avviene tramite tunnel ma tramite autobus, e ne servono un po’ per caricare un bestione del genere! Entriamo nella nostra classe, che è la World Traveller Plus, e ci accorgiamo che ci hanno fottuto il posto, probabilmente a loro il 13 non piacevano e ci hanno preso il 14. L’hostess ci chiede se per noi non è un problema sederci li senza far spostare di nuovo gli altri ed a noi sta bene.
Ci muoviamo con un piccolo ritardo che aumenta durante il rullaggio a causa di numerosi lavori in corso sulle piste ed alla fine ci allineiamo e decolliamo. La posizione è sicuramente meglio di quella dello scorso anno sul ritorno, in coda si sentiva parecchio l’aereo salmoneggiare. Valeria è un po’ agitata, come al solito, ma la voglia di andare in ferie prevale sulla paura!
Il mangiare che ci danno fa un po’ schifo, ma si sa che sugli aerei bene non si mangia e gli inglesi non hanno una cucina famosa, unite le due cose… Mi consolo pensando alla cena che farò una volta arrivato!
Alla fine il volo passa senza troppi problemi, tra il pranzo, i film, i giochini arriviamo a destinazione. Purtroppo il comandante deve fare una deviazione in atterraggio per evitare una perturbazione a nord dell’aeroporto, che non sentiamo minimamente. Atterriamo col muso rivolto verso nord e possiamo ammirare un po’ di panorama dai finestrini dei nostri vicini. La città sembra vastissima.
Finalmente tocchiamo terra in perfetto orario e qui siamo fortunatamente collegati con un tunnel. Il sole è ancora molto alto, ma per noi è un po’ tardi… Scendiamo dall’aereo e mentre camminiamo continuo a pestare i piedi a Valeria con le ruote del trolley, ha la capacità di essere sempre e comunque in mezzo, non so come fa! Pesto anche i piedi ad un’altra passeggera e mi scuso. Nel girarsi Valeria si accorge di chi è, prova a dirmelo ma non la riconosco. È semplicemente la moglie/compagna di Tim Burton, Helena Bonham Carter coi due figli e la tata, immagino. Scopriremo poi che il marito/compagno sta girando un film proprio li.
Il passaggio ai controlli è veloce, ci chiedono come mai siamo li, che giro faremo e che lavoro facciamo in Italia. Strana domanda…
I bagagli arrivano in 10 minuti e carichiamo il carrello, sovraccarico. Ci mettiamo un po’ a trovare il nostro autonoleggio, impronunciabile. Colpa delle indicazioni scarse e del nostro livello di stanchezza, ma alla fine lo troviamo. Ci propongono una Jeep al posto della yaris ed accettiamo con piacere, in più ci dice che non siamo completamente assicurati, mentre sul mio modulo sembra esserci scritto il contrario. Il commesso ci dice che a lui non risulta ed allora decido di farla, al massimo contatterò il broker e mi farò rendere i soldi. Andiamo a vedere l’auto ed è una bella Jeep Compass sulla quale stanno tutte le nostre valigie.
Tiro fuori il navigatore e ci dirigiamo verso l’hotel, non ci vuole molto ad arrivare a Burnaby, sobborgo della città.
Arrivati in hotel, la receptionist fa gli auguri a Valeria mentre controlla il documento. Paghiamo ed andiamo in camera. Ci accorgiamo che internet non è gratuito qui, ma la tizia ci regala due codici di 24 ore. Almeno riusciamo ad avvisare a casa con Skype ed email!
Nel frattempo contatto i ragazzi del blog, per portar loro il contenuto della valigia.
Alla fine ci troviamo poco distanti dal nostro hotel, in un centro commerciale dove prendiamo anche le prime cose che ci serviranno durante la vacanza (come shampoo, bagno schiuma, dentifricio, fragole, acqua, etc). Li troviamo senza problemi e ci accompagnano in uno Starbucks dove ci offrono da bere e chiacchieriamo per un bel po’, poi ci danno consigli su dove mangiare un boccone a quell’ora e non troppo distante.
Lo raggiungiamo in pochi minuti e con un po’ di difficoltà (grazie a: accento suo, stanchezza nostra, bordello del locale) ordiniamo due burger. Ci si capisce a fatica, il locale ha un un karaoke e si alternano un po’ di persone, anche se non è per nulla pieno c’è sempre qualcuno che canta!

Stanchi ci dirigiamo al nostro hotel dove ci godiamo il meritato riposo!

Guarda le foto.

giovedì 28 febbraio 2013

Prenotiamo il Camper

Alla fine, dopo quasi un mese di pazzia su vari siti di auto, hotel, camper, scegliamo di farci le Rocky Mountains con un camper dal 9 al 21 Agosto!
È una scelta molto sofferta, anche per il fatto che nessuno di noi ha mai fatto una vacanza con tale mezzo, e non ha mai guidato un bisonte della strada! Ma vedendo l’esigua differenza di prezzo tra noleggio camper ed hotel (veramente cari in quella stagione), la possibilità di gestirsi la vacanza al meglio scegliendo quasi giorno per giorno dove andare, la possibilità di cucinarsi cose più buone ed anche economiche puntiamo sul camper. I costi non sono bassi, anzi, ma è un azzardo che ci vogliamo giocare. Alla fine andiamo là per stare nella natura, e col camper saremo proprio immersi nella natura! Peccato che nel giro di una settimana abbiamo perso 300€ per un aumento di prezzi! Dovevo andare a fare un corso in Inghilterra ed abbiamo deciso di fare le cose con più calma, tanto gli sconti c’erano fino a fine febbraio. Purtroppo quando ci mettiamo al pc per fare le prenotazioni non troviamo le cifre della settimana prima…

Alla fine tramite MotorHome Booking troviamo il noleggiatore di camper Canadese Westcoast Mountains Camper che ci consente di lasciare il mezzo a Calgary, pur avendolo preso a Vancouver (non tutti lo fanno), e decidiamo di noleggiare un Motorhome V26 Slide-Out che ha spazio per 5 persone, ma incredibilmente costa meno di un due posti. 
Come potete vedere dal link il mezzo pare bello, penso che l’unica cosa negativa siano i consumi: 6.8 V10 benzina ad occhio fa i 5km con un litro! Speriamo la costi meno la benzina, anche perché fare un pieno di 190 litri qui in Italia comporterebbe come minimo un infarto!
Anche la disposizione interna pare un bel po’ spaziosa per un mezzo, soprattutto tirando fuori lo slide-out!
Personalmente sono contrastato: da un lato sono eccitato dal fare una nuova esperienza come questa, dall'altro ho paura di non riuscire a cavarmela. Alla fine il mezzo è 8m x 3m ed al massimo ho guidato un furgone, grossino ma non così. Sinceramente non so nemmeno se qui potrei guidare una bestia del genere con la mia patente, ma la non ci sono problemi. Con la nostra B si possono guidare bei bestioni, è tutto più grande in America!
Con l’occasione prenotiamo anche le auto, il camper sarà solo per le montagne, non mi va di avventurarmi in città, e visto anche il costo giornaliero non ne vale la pena. Prenotiamo un’auto (non Aveo) dal 4 al 9 Agosto per Vancouver e Seattle ed un’altra dal 21 al 22 Agosto per Calgary.
Già che ci siamo confermiamo anche le prenotazioni agli hotel che avevamo valutato per i costi. Quest’anno sono incredibilmente pochi: Vancouver, Everett, Seattle e Calgary.
Soddisfatti per aver fatto parecchio per le nostre vacanze estive ci rilassiamo sognando quello che vedremo, aspettando di fare i prossimi passi.

lunedì 11 febbraio 2013

E' il momento di prenotare!

Ed arriva il momento di prenotare almeno il volo, io ho avuto la conferma delle ferie e pure Valeria. Dopo aver passato l'ultima settimana a guardare siti di compagnie aeree ed ad aver valutato differenze di itinerari scegliamo di arrivare con British Airways a Vancouver il 4 Agosto facendo uno scalo a Londra e di ripartire da Calgary per tornare a Malpensa il 23 Agosto pomeriggio, sempre con uno scalo a Londra. C'erano voli più economici di un centinaio di euro ma avevano un paio di scali e davano come tempo di viaggio anche 36 ore! Sinceramente penso che il volo sia uno stress non indifferente e perdere un giorno di viaggio non vale 100€! 
Così, alla fine, noi partiremo da Milano alle 8.25 locali ed atterriamo a Vancouver alle 14.05 locali (11h 15m di volo puro più 3h 25m di scalo all'andata) e torneremo da Calgary alle 22.15 aper arrivare a Malpensa alle 18.05 (10h 15m di volo al ritorno più 1h 35m di scalo al ritorno). Abbastanza veloci come tempi per raggiungere e rientrare da quei posti meravigliosi. Avevamo anche provato a cercare di atterrare e ripartire dagli States ma avendo Seattle simile a Vancouver come scalo, non vi sono scali simili a Calgary o Edmonton in Montana, si richiedeva sempre uno scalo aggiuntivo ed i costi erano comunque superiori.
Insieme prenotiamo anche l'assicurazione sanitaria, visto che riprenotiamo con Expedia, come due anni fa. Purtroppo mi accorgo tardi che per una differenza di 30/40 euro Mondial Assistance offre una franchigia molto più bassa della Columbus degli scorsi anni. Alla fine 20€ non sono una grossa cifra sulla vacanza. Se non ti succede nulla o quasi li hai risparmiati, ma se ti fai un po' male quanto ti costa farti curare la? Vabbè, saremo prudenti, come sempre, ma è un piccolo errore che non doveva sfuggirmi! Altra cosa di cui non ci accorgiamo subito, ma positiva è la classe "World Traveller Plus" sul 747 per il Canada! Cosa molto positiva anche perché ci da diritto a due bagagli a testa da 23kg in stiva per tutto il nostro tragitto. Non convinto chiamo almeno un paio di volte il centralino della BA per avere la conferma!
Ora che il volo è fissato iniziamo a pensare al percorso!