Prima di entrare al parco decidiamo di fare un giro all'aeroporto per vedere aerei ed elicotteri, c’è un traffico spaventoso! Finalmente entriamo nel parco, solite cartine date dai Rangers ed andiamo a parcheggiare.
La visione è da mozzare il fiato, veramente grande! Impressionante la capacità degli americani a dare dei nomi: è un canyon ed è grande. Chiamiamolo Grand Canyon! Facciamo una marea di foto dal bordo, cammini e cammini e non cambia molto, bisogna avere una visione più ampia per vedere dei cambiamenti. Vediamo un bel po’ di animali in giro, alcuni amichevoli, altri più schivi. Le ore passano in un attimo, quasi da non rendersene conto. Appena la luce cala decidiamo di andare al nostro hotel, che per questa notte sarà appena fuori dal parco. Lungo la via vediamo una coda tremenda e pensiamo al solito traffico, ma dopo due minuti scopriamo motivo: due cervi ad una decina di metri dalla strada stanno brucando! Lancio fuori dall'auto Valeria, che ha la macchina fotografica con un tele, mentre io rimango in macchina pronto a partire in caso di problemi con i Rangers. Dopo un paio di minuti infatti arrivano, e ci fanno andare via, timori per le bestie non ne abbiamo avuti, sembravano infatti abituati ad avere gente a poche decine di metri ed infatti eravamo ignorati, come le decine di persone che stavano facendo la stessa cosa. Purtroppo l'esperienza deve finire, e capisco i tutori del parco, si stava creando traffico e potevano reagire in malo modo le due bestiole! Usciamo dal parco in pochi minuti e raggiungiamo l'hotel, il complesso è bello grosso, e nel piccolo centro ci sono parecchie attrattive. Prima di andare in hotel decidiamo, vista la quantità di persone, di andare a prendere i biglietti per il cinema IMAX a due passi dal nostro hotel. Presi i biglietti, a fatica, ci andiamo rinfrescare e poi andiamo a mettere qualcosa sotto i denti. La scelta è quasi obbligata ad un fast food e facciamo passare il tempo. Ormai è quasi ora di andare a vedere lo spettacolo. Giriamo alcuni minuti in attesa della chiamata del nostro spettacolo e ci sediamo. Per noi è la prima volta in un IMAX: ragazzi, è magnifico! Il film che proiettano è praticamente un documentario, e parla della scoperta del canyon. Veramente ben fatto ed anche se in inglese capiamo quasi tutto. Finita la proiezione la sosta allo store è d’obbligo! Un po’ di acquisti e poi a nanna, il giorno successivo sarà a dir poco unico…venerdì 19 agosto 2011
Grand Canyon
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Museo inaspettato!
Tutti allegri e pimpanti ci svegliamo, oggi andremo a vedere una meraviglia del mondo! Prima di metterci in viaggio decidiamo di fare una spesuccia, in quanto immaginiamo che in zona Grand Canyon i costi saranno più alti. Troviamo anche l’acqua frizzante, che ormai sembrava essere una cosa impossibile da trovare, almeno a cifre decenti. Non vado di sicuro a prendere la San Pellegrino li! Fatta colazione velocemente ci mettiamo in cammino. Dopo non molte miglia inchiodiamo, Valeria vede sulla strada un Connie. Subito non vuole far tardi, ma alla fine non abbiamo nulla di prenotato, al massimo se fa schifo perdiamo 5 minuti.
Scopriamo che è un museo, molto ben tenuto ed al momento ci sono solo un gruppetto di anziani signori che gestiscono il museo. Sono davvero cordiali ed oltre all'ingresso del museo decidiamo di acquistare la visita al Super-Constellation. Il museo è davvero bello, e per essere un qualcosa di più che secondario è fantastico, per quello che posso dire, rispetto a Volandia che è forse l’unico museo del genere che abbiamo in Italia, è decisamente migliore. Sia come qualità dei pezzi che come quantità!Dopo aver scattato una miriade di foto ai numerosi pezzi all'interno passiamo all'esterno sul piazzale, ed anche qui qualche pezzo ce l’hanno. Ma il top è il Connie! Fortunatamente c’è già una visita in corso e non dobbiamo andare a chiamare la guida, saliamo mentre gli altri stanno finendo e poi la guida riparte con noi due. Ci spiega che l’aereo è ancora volante, lo vengono ad accendere una volta all'anno e fa parecchio fumo in quell'occasione l’ultimo volo l’ha fatto negli anni ’90 per arrivare li e da allora non si è più involato anche se potrebbe farlo. Ci dice che è un aereo militare e che in tre occasioni è stato l’Air Force One, cioè ha portato il Presidente degli Stati Uniti. L’ultima missione alla quale ha partecipato è quella dell’Apollo 11, per eventuale ricerca e soccorso. La visita prosegue e scattiamo un po’ di foto all'interno. Ovviamente si discorre con la guida che oltre ad illustrare l’aereo, rispondere alle domande ne fa anche. E come sempre sono tutti affascinati dall'idea dell’Italia.
Completato il giro ripassiamo nell'hangar e poi allo store dove prendiamo un po’ di roba. Dopo aver “perso” un’oretta e mezza ci rimettiamo in cammino molto soddisfatti!
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giovedì 18 agosto 2011
Diga e Route 66
Prima di lasciare la città andiamo a fare un po’ di colazione e di spesa, qui Valeria incontra, all'interno di un WalMart enorme, con file larghissime per i nostri standard, una signora che si lamenta per la ristrettezza delle corsie, e ci facciamo un paio di risate a pensare a quella signora in uno dei nostri supermercati! Finita la spesa cambiamo il ghiaccio e scopriamo che le bevande sono ancora belle fresche, questo frigo è davvero super! Abbandoniamo la città, ma non prima di aver fatto un giro in auto per tutta la Strip, e mentre io guido Valeria fotografa parecchi hotel. Di giorno è completamente diversa, cambia proprio aspetto!
Imbocchiamo l’autostrada e prima del confine con l’Arizona decidiamo di visitare l’Hoover Dam, un magnifico esempio di ingegneria degli anni ’30. Trovato un parcheggio facciamo due passi verso la diga, facciamo un po’ di foto, un po’ di acquisti al negozietto di souvenir e poi via verso Kingman dove facciamo un bucato e nel frattempo ci mangiamo una stupenda bistecca. Ormai ci siamo ambientati e ci sentiamo a nostro agio. Questo paese è quello in cui incontriamo la Route 66, la Strada Madre. Avrei voluto noleggiare un’Harley Davidson ma purtroppo non ci sono noleggi, solo rivenditori, ed ho cercato per mesi da casa, ma nulla da fare. Ci facciamo un pezzo di vecchia R66 fino a quando si unisce alla nuova e da li proseguiamo verso la nostra destinazione, la cittadina di Williams, dove la R66 si interseca con la strada che porta al Grand Canyon, svariate miglia più a nord.Arriviamo al nostro Hotel facilmente, quattro chiacchiere col gestore, camera e classica doccia, con questo caldo è paradisiaca! Dopo la doccia usciamo ed è ormai buio, le strade non sono molto trafficate, vediamo un po’ di negozi di souvenir con tema la R66 ed andiamo a mangiare in un locale carino, purtroppo il primo che abbiamo scelto ci rimbalza perché troppo pieno e con un mezzo concerto. Ci prendiamo una bella birra, la prima della vacanza, cibo in stile messicano e musica country. Altra passeggiata e poi a nanna, domani sarà una giornata fantastica, vedremo una delle cose principali per cui siamo venuti qui, il Grand Canyon!
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mercoledì 17 agosto 2011
La Valle della Morte
La sveglia non è troppo tardi, decidiamo di non fare colazione in hotel visto che le stanze sono economiche, ma tutto il resto no. Scegliamo uno Starbucks vicino ad un WalMart dove prendiamo qualche bevanda e del ghiaccio. Oggi sarà la giornata dove apprezzeremo di più il nostro fido frigo in polistirolo.
Dopo la veloce colazione impostiamo come destinazione il punto più depresso delle Americhe. La temperatura all'esterno è altina, ma con un filo di aria condizionata in macchina si sta davvero bene. Le due ore scorrono alla guida su tranquille strade, vedendo proprio certi scorci da film. Arrivati in zona vediamo subito che la temperatura inizia a salire vertiginosamente toccando il massimo a praticamente 60°C, qui decideremo di spegnere l’aria condizionata per non far alzare troppo la temperatura del radiatore, e si inizia a sudare. Visitiamo per primo il centro di Furnace Creek, e notiamo che questo è l’unico posto dove i Rangers non hanno il casello in mezzo alla strada ma se ne stanno all'interno di una struttura rinfrescata. Qui sei tu che devi scendere ed andarti a pagare il biglietto di ingresso. Con la nostra tesserina ce ne andiamo a ritirare le cartine del parco e facciamo il piano di battaglia. Purtroppo oggi Valeria non è al top e tutto questo caldo sicuramente non aiuta. Scendiamo verso Badwater, ma prima ci fermiamo al “Campo da Golf del Diavolo”, questo è il nome tradotto. Non lo capisco ma il posto è davvero suggestivo. Fa un caldo porco, a tratti ci concediamo un po’ di aria condizionata tenendo d’occhio la temperatura dell’auto. Quando si esce è davvero dura, ma c’è da dire che almeno non è umido, si riesce a sopportare abbastanza, soprattutto se si sorseggia un the al limone gelato. Una goduria! Nel tornare indietro passiamo per una deviazione, la via degli artisti, ed i colori sono davvero stupendi! Varie soste, come al solito per foto, e poi via verso casa. Oggi non è molto giornata, purtroppo. Ci sarebbe da vedere il Natural Bridge e la Dante’s View, ma anche qui abbiamo la scusa di dover tornare per vedere meglio il tutto. Sulla via del ritorno ci fermiamo a fare il pieno, più che per la benzina per vedere questa stazione di servizio di Amargosa Valley infestata dagli alieni. Eh si, qui non siamo molto distanti dalla misteriosa base dell’Area 51 e c’è un po’ di merchandising. L’interno è molto pacchiano, facciamo benzina, paghiamo e chiediamo quanto dista l’Area 51 da qua. Ci vogliono alcune ore e siamo ancora ad almeno un’ora da Las Vegas. Lasciamo perdere, anche se ce lo appuntiamo come cosa da fare in un prossimo viaggio. Rientriamo a Las Vegas, Per strada notiamo dei cartelli che ci informano che siamo vicini ad un carcere e che non ci è consentito fermarci e soprattutto dare passaggio chicchessia. Strano cartello, ma ha un senso, e pure grosso.Arrivati in hotel ci rinfreschiamo finalmente, e dopo un po’ di relax ci ributtiamo per un po’ nella mischia a vedere degli hotel, ma non per molto, in quanto la stanchezza della giornata si sente tutta!
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martedì 16 agosto 2011
Las Vegas
Prima di lasciare l’hotel andiamo a fare una veloce colazione allo Starbucks all'angolo poi carichiamo tutto in auto, ma facciamo pochi metri, ci fermiamo al “99 Cents Only Store”, ed al 7Eleven. Qui acquistiamo il ghiaccio, che non era disponibile al nostro hotel. Le bottiglie erano già a posto, pertanto le mettiamo a raffreddarsi. Prima di andare a Las Vegas vogliamo fare qualcosa in città, ed alla fine decidiamo di andare al museo di storia naturale, altro paradiso per Valeria. Devo ammettere che i musei qui sono tenuti veramente bene, e che l’afflusso di gente è considerevole, altro che i nostri musei! Qui sanno come attirare la gente. In Italia ho sempre considerato i musei dei posti noiosi, mentre qui mi accorgo che possono essere visti come un’attrazione. Puliti, pieni di oggetti unici e rari, pieni di cultura, interattivi, dinamici. Sono praticamente uno show! E mi chiedo come cacchio possiamo avere noi musei e rovine senza pubblico e/o in condizioni pietose. Abbiamo cose che ci sono solo qui, e potremmo avere delle file di chilometri, invece… Ma lasciamo perdere che vado fuori tema e mi faccio solo il sangue amaro! Cosa si è visto ve lo può descrivere decisamente meglio Valeria, io vi posso semplicemente dire che sono state delle ore fantastiche a vedere resti di animali mastodontici ed ad ascoltare Valeria che conosceva praticamente anche l’ora a cui andavano in bagno!
Usciti da li abbiamo cercato il museo della scienza e della tecnica che doveva essere li vicino, ma scopriamo che è in fase di trasloco e si possono vedere alcuni aerei dall'esterno Ci facciamo una passeggiata e decidiamo di partire verso Las Vegas. Per strada facciamo una sosta a Barstow (grazie a consigli letti su di un forum), all’Outlet semi deserto, dove io faccio acquisti di Levi’s a basso costo. Con circa 130€ mi porto a casa 3 paia di jeans e due cinture in pelle, Valeria fa piccoli acquisti. Purtroppo ci sono cose in supersaldo (tipo jeans a 15$, ma con taglie che sono o troppo grosse o troppo piccole, peccato!). Piccola sosta benzina, e qui inizio ad accorgermi della veridicità del consiglio ricevuto: “fai attenzione che gli indiani ti fregano”, effettivamente mi fermo in una loro stazione di servizio e la benzina è una volta e mezza il normale. Decido di fare 10$ e tirare fino a Las Vegas. Arriviamo ad una cinquantina di miglia da Las Vegas, il sole è calato e vediamo un fascio di luce di fronte a noi, e ci chiediamo se viene dalla città a cui siamo diretti, ma escludiamo la cosa in quanto è troppo lontana. Alla fine scopriamo che è proprio Las Vegas e precisamente la Piramide! Arrivati in città per prima cosa facciamo il pieno, il serbatoio è parecchio vuoto e qui la benzina costa meno, in quanto in Nevada le tasse sono basse, penso per via del gioco d’azzardo. Già dal benzinaio vedo parecchie slot, e mi rendo conto di essere proprio a Las Vegas. Non con troppa difficoltà raggiungo il nostro hotel, il Flamingo, più difficile è raggiungere il parcheggio in mezzo al casino, ma alla fine ce la facciamo. Saliamo un po’ sui classici piani inclinati che si vedono in tanti film americani, e saliamo parecchio per trovare un posto libero.Scendiamo, fa veramente tanto caldo e raggiungiamo la reception, andiamo in camera e notiamo che è decisamente molto più bella delle precedenti, anche se l’abbiamo pagata pochissimo. Mi hanno infatti detto che qui gli hotel non costano nulla in settimana e sono veramente belli. Ora che ci sono lo posso dire anche io! Raggiungiamo la camera e vediamo slot ovunque, la camera è veramente bella. Dopo la doccia si va a fare un giro per le strade, e qui c’è davvero una fiumara di gente! Lo spettacolo di notte in questa città è una cosa indescrivibile, bisogna vederla. Non che mi piaccia in sé, ma secondo me è l’estremizzazione del concetto che abbiamo noi di America. Qui è tutto eccessivo, pacchiano. Ma ci sta, è quello che ha creato la città e l’ha resa famosa. Giriamo per qualche ora fino a raggiungere la Piramide e poi torniamo indietro all'hotel domani ci aspetta la valle della morte…
Eccoci giunti a "Sin city", la città del peccato, come viene soprannominata! Che impressioni mi ha dato? Diciamo che già da molto lontano, percorrendo la Interstate 15, prima di entrare nella contea di Clark, viene annunciata da mille cartelloni luccicanti che lampeggiano tra un ranch e l'altro.
Dopo oltre 400 km di strada siamo arrivati a destinazione con il buio, abbiamo attraversato la vasta periferia e guidati da un fascio di luce verticale proveniente direttamente dalla Strip siamo arrivati al cuore di questa oasi nel deserto.L'aeroporto è vicinissimo al centro della città, una fugace occhiata alle piste, visto che da lì poi dovremo ripartire e in meno di 5 minuti siamo sulla Strip, 5 corsie per senso di marcia! Qui proprio il senso della misura è una parola sconosciuta! Vedo Andrea in deficit di riflessi, visto che l'ora è tarda e abbiamo guidato tanto, ma dando retta alle poche indicazioni troviamo il nostro silos per parcheggiare.
Lasciata la Taurus al 7imo piano (esatto, non sto scherzando!), trasciniamo i bagagli sulle lunghe passerelle ed entriamo nella hall del Flamingo, il terzo resort in ordine di apertura dagli anni 40. La differenza di temperatura tra esterno (+45°) ed interno con aria condizionata da freezer ci mette a dura prova!
Lo stile dell'hotel è un po' da Miami Beach, con palme, cascate, piscine ovunque e cappella per eventuali nozze! Ci danno una camera al 12imo piano, una Signora Camera, con vista sul parco interno e arredata in stile moderno e di superlusso.
Scendiamo con i turboascensori tutti rivestiti di specchi, velluti e pavimento maculato e facciamo visita al piano del casinò giusto per capire un po' come funzionano le cose in questa città. Usciamo e passeggiamo nella torrida Strip, un fiume di persone che si fa vasche da cima a fondo, altre che ti danno biglietti di strippers a domicilio e coupons di spettacoli per adulti, altri fumano e ne bevono di ogni. Rispetto alla puritanissima California qui non proibiscono di certo i vizi!
Ci attende un altra notte qui a Las Vegas, prima di ripartire per la seconda metà del viaggio, ma ora capisco perché proprio qui ci hanno ambientato ben 13 serie di CSI!
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lunedì 15 agosto 2011
Los Angeles
Oggi tutto il giorno in città, per prima cosa decido di portare la bimba a La Brea, non sapete cos'è? Penso che possa spiegarvelo meglio Valeria *. Da quello che ho capito è una pozza di catrame in cui sono caduti nei millenni precedenti parecchi animali, ed ora hanno tirato fuori un botto di ossa in buono stato ed hanno fatto un museo accanto alla pozza. Il paradiso degli appassionati di vecchie ossa!
Arriviamo e parcheggiamo in zona, è a pagamento ma non ho voglia di impazzire troppo a cercare altri posti. Il parco è bello grosso e da subito si sente una puzza di catrame bella forte. Facciamo foto alla pozza e poi entriamo, ormai l'ho persa, gira da una bestia all'altra sparando nomi latini di bestie ormai estinte e spiegandomi anche cosa mangiavano a colazione! Scherzi a parte è davvero bello vederla così contenta di visitare un posto che sognava di vedere fin da bambina! Visto il tutto decidiamo di andare a vedere i Fox Studios, ma dopo aver girato quasi tutto il perimetro, ci ferma una guardia e ci spiega che purtroppo non è possibile effettuare visite. Chiacchieriamo per almeno un quarto d'ora, è molto gentile e dispiaciuto della cosa, anche lui ha qualche radice in Italia e ci chiede che giro stiamo facendo. Un po' tristi ci dirigiamo verso la via delle stelle di Hollywood. Tutti la conoscono, qui il problema è trovare parcheggio, e troviamo un parchimetro a circa 10 minuti di strada a piedi dalla via, purtroppo consente una sosta massima di 2 ore, pertanto dobbiamo fare un po' in fretta. Ci facciamo due vasche sulla via, vediamo stelle conosciute ed altre meno, qualche foto sulle orme dei più famosi, tra i quali non manca Star Wars, un'occhiata al Chinese Theatre e e poi le due ore sono scadute ed è ora di andare. **Decidiamo di andare a vedere la scritta Hollywood, ma l’impresa si rivela più difficile di quello che pensiamo… Alla fine, dopo aver sbagliato un po’ di strade arriviamo in un parco che sembra portare dove vogliamo, e questa volta non ci sbagliamo. Ci arrampichiamo un po’, sempre meno gente mentre saliamo e facciamo qualche foto. Siamo molto accaldati e decidiamo di andare a rinfrescarci prima di sera. Dopo la doccia decidiamo di andare a “toccare” l’oceano e magari di vedere il tramonto sullo stesso. Impostiamo il navigatore verso Venice Beach e partiamo, arriviamo per il tramonto ma purtroppo è nuvoloso. Abbiamo perso un po’ di tempo a trovare parcheggio, vista la quantità di auto e la difficile interpretazione dei cartelli, ma alla fine vediamo un’auto che se ne va e parcheggiamo al suo posto. Corriamo sulla spiaggia e passeggiamo una mezz'ora coi piedi nell'acqua freschina! Ma finalmente posso dire di aver toccato tutti e tre gli oceani
Torniamo alla macchina e proviamo a guidare verso il famoso molo di Venice Beach, ma non so come mi trovo sull'autostrada ci si mette un po’ ad uscire e tornare indietro, e vista la tarda ora e la stanchezza ci fermiamo vicino a dove siamo partiti e mangiamo in un bel localino spagnolo/caraibico. Soddisfatti e stanchi decidiamo di tornare in hotel a riposare, eravamo parecchio stanchi altrimenti saremmo andati ancora da Bubba Gump e poi a visitare il molo. Mi sa che bisognerà ritornare!
Mentre guido, a poche miglia dall'hotel vedo un qualcosa per un momento sul vetro, essendo stanco e poco sicuro di quello che ho visto attendo di arrivare all'hotel Una volta parcheggiato esco e guardo il parabrezza: “Valeria, abbiamo preso una multa!”, controllo e l’abbiamo presa quando abbiamo parcheggiato la prima volta per andare a vedere l’oceano, a quanto pare c’era un cartello temporaneo di divieto di sosta per i non residenti, e quello che se n’era andato era probabilmente un residente… 64$, che fare? L’indomani si parte, per contestarla non si sa come fare e comunque la cazzata l’abbiamo fatta. Prendiamo e la paghiamo immediatamente visto che qui si possono pagare online con carta di credito. Noto che l’ora della contravvenzione risale a 7 minuti dopo in nostro parcheggio, davvero efficienti! A Valeria girano un po’, ma io non mi voglio rovinare la vacanza per una cosa del genere, impareremo dai nostri errori! Pagata la multa ci buttiamo a letto e pronti per nuove ed emozionanti avventure!
* Questa tappa l'ho imposta fin dall'inizio ad Andrea: Rancho La Brea, il famoso parco nel cuore di L.A. che conoscevo già da piccola nei documentari della BBC in cui sir David Attenborough si calava nelle pozze catramose alla ricerca di femori e zanne dei predatori di oltre 10 mila anni fa.
Sono un'appassionata di ossa di animali preistorici e quindi in ogni viaggio, assieme ai musei aeronautici, "pretendo" una tappa almeno in un museo di storia naturale, visto che i reperti che sono esposti qui negli States sono autentici e il fatto di vederli dal vivo per me è un'emozione enorme! Il museo George C. Page che sorge in questo parco ospita un'intero ecosistema americano di 10 mila anni fa...si trova tutto, dal polline fino all'enorme scheletro di Mammouth! Spero che abbia apprezzato anche Andrea, io per quello che posso cerco di fargli da guida quando entriamo in questo genere di musei! Lo consiglio vivamente e pazienza se si deve sopportare la puzza di catrame, vale la visita!
** Altro luogo di culto per la sottoscritta è l'Hollywood boulevard. Siamo nella mecca del cinema americano, oltre alle stelle luccicanti delle due file di marciapiedi del viale, i figuranti in abiti da Elvis, Michael Jackson, Jack Sparrow che chiedono soldi in cambio di foto, ci sono due luoghi mitici per i cinefili di tutto il mondo! Il Kodak Theatre dove ogni anno si svolge la notte degli Oscar e il Mann's Chinese Theatre eretto nel 1927 per il film 'Il re dei re' e successivamente sede nel 1977 dell'anteprima del mio amato 'Guerre Stellari'. Ovviamente non potevo mancare di fotografare le impronte di palmi e piedi dei miei idoli cinematografici!
Mi sono divertita molto qui a L.A., è un posto che ti fa sognare in grande ed ho apprezzato la scalata alla collina della Hollywood sign perché solo da lassù ti rendi conto della incredibile estensione della Città degli Angeli!
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domenica 14 agosto 2011
Oceano Pacifico
La nostra prima domenica negli States, ci alziamo e prima di andare a fare check-out sperimentiamo il nuovo frigo. Lo riempio di bottigliette e poi lo ricopro di ghiaccio "rubato" al distributore dell'hotel. Lo mettiamo seduto dietro al posto di guida e lo cinturiamo, così è accessibile a chi non guida. Poi impacchettiamo tutto, buttiamo i borsoni nel capiente baule della Taurus e ce ne andiamo. Decidiamo di stare sull'oceano per colazione e visitare il paesino. Cerchiamo un posto auto e poi un Diner dove fare colazione. Pancake e succo d'arancia con una temperatura sui 20°C, perfetta per me, e l'oceano a due passi. Poi una passeggiata sul lungomare e li vediamo un mezzo zoo, in realtà è un centro di recupero per otarie ferite. Quelle che non possono essere messe in libertà vengono tenute qua. L'ingresso è di un paio di dollari e decidiamo di entrare, da fuori si sente il casino infernale che fanno le otarie. Una volta entrati siamo circondati dai bambini che danno in pasto alle orarie dei pezzi di pesce, venduti sempre dai gestori e vediamo che se vedono un bambino che ci mette un po' troppo lo "sgridano", sembra proprio che gli dicano "muoviti"! Picchiano le pinne sull'acqua o sul legno facendo un casino allucinante! Prendo un sacchetto e lo do a Valeria che si diverte come una matta a far saltare le otarie da un supporto all'altro! Dopo aver scattato un po' di foto passiamo alla parte successiva che contiene qualche altro pesce, proprio come gli acquari classici e poi ce ne usciamo soddisfatti e puzzolenti! Ci laviamo le mani e proseguiamo il nostro giro e dopo qualche piccolo acquisto decidiamo di incamminarci verso Los Angeles. Anche oggi sono circa tre ore di guida e sulla strada valutiamo che fare, ed alla fine decidiamo di andare a Long Beach per il tramonto. Lungo la strada, panoramica è dire poco, ci fermiamo a caso in una piazzola dove sembra non esserci nulla, in realtà facciamo un po' di foto di scorci veramente belli, attraversiamo una ferrovia a piedi ed andiamo a vedere un vecchio ponte. Prima di arrivare in zona Los Angeles sono costretto a fermarmi nuovamente per fare carburante, la piccola ha fatto un bel po' di strada! Siamo praticamente a LA e mi accorgo subito che guidare qui non è semplice, ci sono una marea di autostrade che attraversano LA ed un traffico infernale, trovo abbastanza difficile impostare Long Beach come destinazione, ma in un modo o in un altro ci arriviamo. Qui abbiamo qualche difficoltà trovare parcheggio, ma dopo un 20 minuti a girare riusciamo a trovarne uno, dobbiamo solo ricordarci dove tornare a prendere la macchina, ci appuntiamo mentalmente dei punti di riferimento ed andiamo sull'oceano!
Passeggiamo sull'oceano, vediamo dall'altra parte dello stretto la Queen Mary ed un faro, al quale facciamo belle foto durante il tramonto con gente che inizia a rientrare, gente che corre e che va di roller, inizia a diventare scuro il cielo e decidiamo di andare alla ricerca dell'hotel. Qui ci rendiamo conto che è una città davvero grande, il navigatore ci da più di 30 miglia percorse quasi interamente su autostrade! In circa tre quarti d'ora arriviamo al nostro hotel che è sul Sunset Boulevard, ma sicuramente non una zona prestigiosa, sembra un'area abbastanza decadente ma non pericolosa. Solito trasloco in camera, che ci ospiterà per due notti e poi doccino. Prima di andare a nanna esploriamo la zona in cerca di cibo ed alla fine puntiamo su Subway dove Valeria mi fa prendere una pizza. Consiglio? Non fatelo, è veramente oscena! Meglio Mc! Dopo aver mangiato facciamo due passi, in camera vediamo due cose su internet e poi si crolla.
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