giovedì 16 agosto 2012

Philadelphia

Oggi la giornata comincia con un bucato! Prendiamo l’auto ed andiamo a poche miglia, ormai espertissimi mettiamo a lavare le nostre cose, nell’ora di attesa andiamo ad un diner consigliato dalla proprietaria della lavanderia. In 2 minuti ci siamo, le indicazioni sono precise e ci prendiamo dei pancakes, e questi sono davvero enormi! Mangiamo a fatica ma dobbiamo lasciarne un po’, alla fine la capienza dello stomaco è limitata! Torniamo precisi per far asciugare la nostra roba, e mentre asciuga cazzeggiamo in un supermercatino li vicino, prese due cazzate torniamo a prendere i vestiti, li portiamo all’hotel ed andiamo finalmente a Philly! Passiamo il fiume Delaware che divide il New Jersey dalla Pennsylvania. In città abbiamo idea di dove andare e cerchiamo un parcheggio non troppo caro, dopo un paio di giri ne becchiamo uno e parcheggiamo. Andiamo al centro informazioni per turisti e capiamo che per visitare la Indipendence Hall abbiamo bisogno di prenotare, anche per il giorno stesso. Il costo è davvero ridicolo e decidiamo di farlo in serata per il giorno successivo vista la mancanza di collegamento ed il casino che abbiamo dovuto fare a NYC per l’Intrepid. Pertanto visitiamo tutto il resto guidati dalla nostra Lonely Planet, il giro ci porta via un po’ di ore, andiamo anche sulla sponda del fiume poi torniamo indietro. Il caldo è atroce oggi, sembra lontana secoli la pioggia di ieri!
Decido poi di fare un giro un po’ meno culturale, visto che il più l’abbiamo visto e che domani avremo ancora un po’ di tempo, dirotto Valeria ad un paio di miglia da qua. Arriviamo ad una famosa scalinata, famosa non per eventi storici ma per un film: Rocky! C’è parecchia gente, ad occhio da tutto il mondo, che sale di corsa le scale per imitare il grande pugile! Possiamo evitare di fare ciò noi? Ne dubito!
Ormai si sta facendo tardi e non vogliamo perderci la cena, tanto i musei qui chiudono presto e non ci interessa la vita notturna della città, torniamo alla macchina e scopriamo che abbiamo interpretato male il messaggio pubblicitario di sconti del parcheggio, pertanto paghiamo il doppio di quello che pensavamo e ce ne andiamo. Una tizia ha provato a spiegarci perché, ma non capiamo troppo bene. Pare che siamo arrivati troppo tardi, dovevamo arrivare prima per pagare di meno andando via alla stessa ora. Ancora non capisco…
Senza incontrare troppo traffico ci dirigiamo all’hotel, una doccia veloce e poi a mangiare, il posto è vicino ma c’è da attraversare una strada a due corsie per senso di marcia, perciò andiamo in macchina, non vogliamo rischiare di essere investiti viste le velocità a cui viaggiano… Mentre andiamo dico a Valeria che non berrò visto che devo guidare, e lei mi dice: “Ma dai, per fare si e no 200mt come vuoi che ti fermino? È impossibile!”. A quel punto arriviamo al ristorante e vorrei ucciderla! Almeno quattro macchine della polizia locale parcheggiate con gli agenti dentro al ristorante! La guardo ed ha il buon senso di non dire nulla! Quando vuole sa portare una sfiga tremenda! Vabbè, entriamo, ho anche letto su tripadvisor che si mangia davvero bene… Ci portano il menù, senza foto, e dobbiamo ordinare. Avendo letto le recensioni scelgo di prendere il piatto forte del posto (e poi scopriremo che è tipico di Philadelphia) che è la Cheesesteak, immaginando dia una bella bistecca con sopra del formaggio, scelgo la via di mezzo in quanto nelle recensioni dicevano che il grande era troppo grande. Ho fame ma non sono così capiente. Valeria mi segue ma ne prende uno senza formaggio e li mi pongo i primi dubbi: come cavolo fai a portarmi un Cheesesteak senza cheese? Da bere prendiamo limonata e tap water, no alcool vista la quantità di sbirri nel locale (una decina): non voglio passare guai nemmeno per una birretta!

Arriva il piatto e li la sorpresa! Non vi voglio rovinare la sorpresa, fate una ricerca su Google e poi proseguite la lettura! Fatto? Bene ora capite che cos’è che ci siamo trovati nel piatto! Ed il bello è che c’era sulla guida, ma non abbiamo letto la parte dei cibi, ma solo dei monumenti! Valeria è nera, ha preso quella senza formaggio ma con spicchi di patatine (non so il nome ma erano così alla vista), peperoni e qualcos’altro, io il classico con carne e formaggio. Io riesco ad arrivare appena dopo la metà del panino e Valeria si sazia ad un terzo, siamo ingolfati! Passa la cameriera a chiederci se andava bene e precedo Valeria dicendo che va tutto ok. Lei si incazza ma provo a spiegarle che siamo noi le volpi che hanno ordinato senza sapere che era, e quello che ci aveva portato non era male. Non ti puoi incazzare se ordini un panzerotto e non ti portano una pizza! Ce ne andiamo e la ragazza ci da la famosa Doggy Bag. Non ce la sentiamo di lasciare tutto quel mangiare, ma non sappiamo cosa farcene. Arrivati in hotel ci viene data un’idea da alcuni ospiti fissi, i gatti. Ne abbiamo visti pochi nelle nostre vacanze in America, ma qui ce ne sono tre o quattro. Mettiamo vicino ad un bidone gli avanzi della nostra cena e ce ne andiamo a dormire pieni come dei coccodrilli!
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mercoledì 15 agosto 2012

Via da NYC

Dobbiamo lasciare l’hotel, perciò liberiamo la stanza, carichiamo la Santa Fe e facciamo check-out. Decidiamo di lasciare la macchina all’hotel e di visitare la città per l’ultima volta. Ci siamo lasciati Little Italy e Chinatown per fare lo shopping finale. Decidiamo di attaccare subito l’Empire State Building, e volete un consiglio? Se piove non salite, se c’è il rischio di temporale non vi fanno uscire e buttate via i soldi. Dopo un’ora di attesa al piano della balconata rassegnati decidiamo di scendere, Valeria è parecchio incazzata… Non so se è più incazzata per non essere uscita sul balcone o se per aver speso i soldi per niente, il mio T-Rex…

Decidiamo di fare un giro verso l’Iron Flat Building, vicinissimo ad Eataly, che giriamo ma decidiamo di non mangiare li visti i prezzi. Finiamo per prendere qualcosa in un 7Eleven e lo mangiamo nel parchetto li di fronte, e li Valeria si fa come amico un simpatico scoiattolo che sale sulla panchina e le mette una zampina sulla gamba. Lei ovviamente non resiste e gli da un po’ di pane… Praticamente abbiamo concluso il nostro ultimo giro sulla 5th Avenue e col metrò ci rechiamo a Chinatown e Little Italy che ormai sono unite. Purtroppo inizia a piovere, ci prendiamo un po’ d’acqua e non tiriamo più fuori le macchine fotografiche. Facciamo un giro veloce a Little Italy, qualche acquisto nei negozi cinesi e poi via verso la macchina, ora ci dobbiamo dirigere verso Philadelphia. La pioggia ci molla un poco mentre viaggiamo verso l’hotel ma dopo poche miglia ci investe un mezzo uragano, altro che le allerte che avevano dato quando eravamo a Plymouth! Per un po’ guidare è davvero difficile, ma poi si passa ad una situazione di pioggia normale ed alla fine smette anche di piovere… Il viaggio non è poi così lungo, e l’hotel lo troviamo senza troppe difficoltà. Arriviamo che ormai sono le 20/20.30. Il gestore oltre alla chiave mi da anche alcuni pacchi che avevo ordinato tramite Amazon. Purtroppo siamo un po’ sfigati e la stanza ha un problema, la porta non si apre, e perdiamo un po’ di tempo nel farci dare un’altra stanza. Purtroppo la nuova stanza è fumatori, e la puzza si sente un po’. Lasciamo un po’ aperta la finestra e decidiamo di andare a mangiare dopo poco, avevamo chiesto dritte al tizio dell’hotel essendo un po’ affamati. Usciamo per le 22 ed andiamo nel posto migliore indicatoci dal tizio, arriviamo e le sedie sono sui tavoli… Arrivando da NYC siamo un po’ spiazzati, proseguiamo verso il secondo (ed ultimo) posto e pure questo è chiuso. Un po’ incazzato decido di andare allora al fast food Taco Bell nonostante non mi piaccia e scopriamo che pure quello è chiuso! Non ci credo, tutto chiuso! Facciamo un salto alla lavanderia che ci ha indicato il tipo, che sarà il primo posto dove andremo domani mattina, e poi torniamo in stanza. Meno male che avevamo qualcosa da stuzzicare e bevande fresche… Un po’ incazzato ed affamato me ne vado a letto, la stanchezza anche oggi è tanta e prendo ad abbattere qualche albero!
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martedì 14 agosto 2012

Dall'Intrepid a Manhattan

Oggi il tempo non è dei migliori, decidiamo di visitare un bellissimo museo di aerei, in una location particolare: L’Intrepid Sea, Air & Space Museum, dove si possono ammirare una miriade di aerei sulla Portaerei USS Intrepid che ha combattuto alcune guerre. Ora in disarmo è diventata un magnifico museo.
Oggi già ci sentiamo newyorkesi, sappiamo come prendere senza problemi il bus, dove muoverci etc. Raggiungiamo la solita autostazione e poi via verso ovest a cercare il molo giusto. Lo troviamo subito ma non troviamo dove fare colazione, è la maledizione degli Starbucks: quando ne vuoi uno non lo trovi e quando non ti frega nulla ne vedi quattro insieme! Troviamo dopo un po’ di giri una delle nostre caffetterie americane e scrocchiamo come al solito il Wi-Fi… Il tempo fuori peggiora ed inizia a piovigginare, raggiungiamo il museo e scopriamo che c’è una coda mostruosa. Il tipo ci consiglia di usare i nostri smartphone per comprare il biglietto, in tale modo avremmo una coda praticamente nulla. Raggiungiamo nuovamente la caffetteria e scrocchiamo ancora la linea. Con un po’ di difficoltà riusciamo a prendere un biglietto ed a farci mandare i biglietti via mail. Al museo passiamo immediatamente e ci immergiamo negli aerei. All'ingresso è visibile un Concorde della BA, foto nel piazzale, e poi entriamo nel museo, ovvero la portaerei! Visitiamo un po’ i ponti e troviamo un simpatico vecchietto che ci acchiappa e ci illustra un po’ la nave, ci chiede di dove siamo ed alla risposta ci dice che è stato varie volte in Italia durante il servizio. Gli chiedo se era stato a Napoli, e lui un po’ meravigliato conferma. Gli dico che so che è la più grande base navale americana in Italia. Chiacchieriamo un po’, ci spiega un po’ di cose ed alla fine ci dice di seguire la proiezione che si terrà li vicino. Gli diciamo che avevamo visto che iniziava dopo un po’ ed eravamo già tentati di vederla, ma ora che ce la consiglia la seguiremo certamente. Lo ringraziamo per la cortesia e competenza e lo salutiamo. Alla proiezione manca poco, e nel frattempo facciamo un giro a vedere i vari modellini della nave nei vari anni, vedendo i cambiamenti apportati durante gli anni. È ora e ci rechiamo al punto di proiezione. Dopo poco parte lo spettacolo che parla della nave, proiettato su vari schermi vengono proiettate immagini di repertorio e ricostruzioni, narrate da un soldato ed un marinaio. Il tutto corredato di un audio e degli effetti speciali coinvolgenti. Per concludere con un doppio attacco da parte di due kamikaze che non affonda miracolosamente la nave, ma che uccide parecchi membri dell’equipaggio. Alla fine viene detto che se 25 novembre del ’44 ci fossimo trovati in quel punto saremmo sicuramente anche noi su quel muro con tutti i caduti. Un’esperienza davvero coinvolgente e toccante.
Il tempo sembra migliorare e procediamo sul ponte superiore dove troviamo una vasta gamma di aerei tra cui l’A-12, predecessore dell'SR-71 (Blackbird). Spesso i due vengono confusi! Vediamo anche un esemplare di MB-339 con colorazione Frecce Tricolori. Concludiamo con la visita all'interno del padiglione dello Space Shuttle Enterprise, appena arrivato (poco più di un mese fa) dallo Smithsonian. Vediamo da veramente vicino l’unico Shuttle che non è mai andato in orbita, ma che è stato indispensabile per farci andare tutti gli altri! Dico sono una cosa: mastodontico! Ci mettiamo in coda per salire e vedere il muso e ci facciamo qualche foto. Poi usciamo e proseguiamo a visitare la nave, non senza aver prima acquistato qualche souvenir. Poi decidiamo di andare a visitare il Concorde e chiediamo di poter acquistare un biglietto e scopriamo che il museo sta per chiudere. Non ci siamo accorti che erano le 17:15! Il tempo ci è letteralmente volato! Rassegnati facciamo le nostre ultime foto, ammiriamo i pezzi magnifici esposti e poi ce ne andiamo. Proseguiamo a visitare la Grand Central Station, luogo stravisto nei film, ed è veramente come lo si vede! Dopo la stazione decidiamo di andare per il tramonto a Brooklyn. Cerchiamo la stazione più vicina e ci dirigiamo li. Attraversiamo il ponte proprio mentre cala il sole sulla città, e se non fosse per i lavori di ristrutturazione del ponte sarebbe uno spettacolo magnifico. Scendiamo sul lungofiume nel quartiere di Brooklyn dove notiamo una forte presenza di turisti italiani, davvero impressionante. Arriviamo giù quando inizia a fare buio e Valeria riesce a fare delle bellissime foto. Dopo un po’ di giri decidiamo di rientrare, siamo cotti e sbagliamo la direzione della prima linea, dopo una fermata scendiamo e prendiamo la giusta direzione ed arriviamo all'autostazione senza problemi, ormai siamo più che pratici di gate ed orari e diamo pure informazioni ad altri turisti che devono prendere quella linea. Volevano solo riconoscere qual era la linea locale, loro erano più vicini di noi…

Arrivati in hotel prima del solito sistemiamo un po’ di foto al PC e poi ce la dormiamo, domani sarà ora di levare le tende dalla Grande Mela…
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lunedì 13 agosto 2012

Il simbolo degli States

Siamo un po’ distrutti oggi, ma la sveglia dev’essere presto, abbiamo prenotato il giro alla Statua della Libertà. Oggi azzecco il bus, è lunedì e passa veramente l’espresso ed è veramente espresso. Col metrò raggiungiamo immediatamente la zona di Battery Park, da dove si ammirano le torri che si ergono al posto del World Trade Center. Facciamo una veloce colazione e poi ci dirigiamo verso la zona di imbarco. Vista la coda ci piglia un colpo, ma poi scopriamo che sono quasi tutti quelli che non hanno prenotato. Andiamo nella nostra coda e ci facciamo si e no 10 minuti poi dobbiamo affrontare un controllo simile a quelli aeroportuali! Ovviamente non essendo terroristi e non avendo altro che acqua e macchine fotografiche ci fanno passare. Altra coda, un poco più lunga della prima ed arriva il nostro battello per Liberty Island, che ha l’onore di avere sul proprio suolo il simbolo di NYC se non di tutta l’America: la Statua della Libertà!
Man mano che navighiamo si avvicina e diventa più grande e bella. Valeria inizia a parlare dell’ossido di rame che è positivo al contrario di quello di ferro. Quando è contenta comincia a parlare a macchinetta… Sbarchiamo e cominciamo a fare un giro dell’isola, piccolina. Salto al negozio di souvenir dove prendo a Valeria l’occorrente per fare una foto sotto la statua, ovvero corona in gommapiuma e fiaccola! Alla fine mi obbliga a fare una foto del genere. Prendiamo anche un passaporto dei parchi degli States, come dei fessi con un anno di ritardo! Lo scorso anno avremmo potuto mettere parecchi timbri, e sarebbe anche stata una versione ad edizione limitata… Altra scusa per ripassare nei posti dello scorso anno!
Ripassiamo per l’ultima volta sotto la statua, è davvero maestosa. Bellissima, peccato sia ancora chiusa al pubblico!
Ci imbarchiamo ora per vedere Ellis Island, il porto di arrivo di parecchi emigranti del passato! Cerchiamo anche dei parenti, io trovo una zia di mia nonna mentre Valeria trova parenti più vicini, che conosceva già. Grazie ai sistemi raggiungiamo il muro dove si trovano i nomi e facciamo qualche foto. Ci godiamo un po’ il giardino esterno, visitiamo il museo interno e poi decidiamo di tornare in città: mi devo far offrire il pranzo da Valeria!
Grazie alla metropolitana raggiungiamo Times Square dove c’è Bubba Gump! Valeria ne va matta, non tanto per il cibo quanto per il locale. Affamati come lupi sbraniamo un po’ di pesce. La cameriera che ci ha in carico è molto gentile ed abbozza qualche parola di italiano, cosa non fanno per le mance qui! Col pasto ne approfittiamo per riposare un po’, il caldo mi uccide, e bevo come un cammello tutto il giorno!
Finito di mangiare decidiamo di andare a vedere il memoriale dell’11 settembre. Purtroppo la fila per entrare è lunghissima, ma un addetto ci da la dritta per prendere i biglietti online, scroccando un po’ di connessione prendiamo due biglietti che non costano nulla, faremo poi un’offerta cash. Raggiungiamo il posto per il ritiro dei biglietti che dista un mezzo chilometro, breve coda per il nostro turno e poi coi biglietti abbiamo accesso all’ultimo turno di visita. La coda è poca e c’è poca gente che ha prenotato per quell’ora, anche qui controlli stile aeroporto. Se potete prendetelo per la stessa ora, amplifica le sensazioni in quel posto il tramonto. Io e Valeria non ci siamo quasi parlati li dentro, tanto per farvi capire l’atmosfera solenne che si respira. È molto toccante, direi quasi commuovente, soprattutto se ci sono dei parenti di vittime della sciagura verificatasi qui. Il monumento devo dire che è veramente ben fatto, trasmette tanto. Abbiamo anche visto l’unico essere vivente che è sopravvissuto al crollo delle torri, ovvero un alberello.
Dopo non molto è ora di chiusura ed i poco cordiali addetti alla sicurezza e poliziotti ci invitano ad andarcene, urlandoci dietro non appena ci fermiamo qualche secondo per un’ultima foto.  Raggiungiamo una caserma dei vigili del fuoco proprio dietro l’angolo e facciamo qualche foto. Qui i vigili del fuoco sono eroi, e da noi gli tagliamo i fondi…

Giriamo ancora un pochino per la zona, e poi decidiamo di andare a nanna, pertanto facciamo rotta all’autostazione. Pensavamo di aver capito tutto ma ci sbagliamo di grosso. Qui in base all’orario i bus si fermano in un posto diverso ed oggi siamo arrivati prima! Dopo un po’ che proviamo a capire torniamo all’ufficio informazioni dove ci dice dove arriva e quando, mi spiega anche come funziona la storia dei gate in base all’ora e riesco a prendere un orario della linea che non era presente alle fermate, dove in qualche modo c’è scritto tutto. Riusciamo a prendere un diretto ed in mezz’ora siamo nella nostra stanza, stacchi morti e felici per quello che abbiamo visto ci addormentiamo.
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domenica 12 agosto 2012

La Grande Mela!

Ed eccoci al risveglio! Decidiamo di far colazione in città, ma prima dobbiamo recuperare i biglietti. Avevo scoperto che una linea di autobus passava a due passi dall'hotel  avevo anche recuperato informazioni su abbonamenti. Decidemmo di farlo non tanto per il risparmio quanto per la comodità, pagando ogni corsa cash avremmo sempre dovuto avere il valore giusto e facendo l’abbonamento non c’era questo problema… Dovendo prendere l’autobus 8/10 volte si sarebbe potuto creare qualche disagio. Saliamo in macchina ed in pochi minuti siamo nel negozio che vende gli abbonamenti, ne prendiamo due e torniamo all'hotel  Andiamo alla fermata ed attendiamo, mi ero studiato un po’ gli orari ed avevo scoperto che c’erano due tipi di autobus, uno regolare e l’altro veloce. Il veloce saltava parecchie fermate tra noi e la città, facendoci risparmiare almeno mezz'ora  Perciò quando arriva il regolare dico a Valeria di non  prenderlo, l’altro dovrebbe arrivare in 10 minuti… A quel punto mi accorgo di aver fatto una cazzata: è domenica e non l’ho realizzato mentre leggevo gli orari, vado a controllare e verifico che la domenica non ci sono autobus diretti! Così perdiamo 30/40 minuti. Che cazzata! Prendiamo l’altro autobus ed il tipo sembra che non sappia che cosa sia l’abbonamento, poi ne strappa un paio dal mio e ci fa andare… Si vede che non ne vengono usati molti! In un’oretta raggiungiamo la città, e veniamo scaricati nell'autostazione  un palazzo dove circolano autobus! Tutto grosso!
A fatica troviamo un posto dove far colazione, anche se siamo prossimi a mezzogiorno. Dopo aver fatto colazione da Starbucks ci appaiono altre filiali dovunque, solo quando avevamo bisogno di mangiare erano introvabili! Passiamo in un mercatino delle pulci, passeggiamo fino al Washington Square Park dove ci spiaggiamo, siamo esausti. Questa vacanza è più tosta di quello che pensavamo. C’è molto da camminare ed il caldo è tanto! Siamo così pigri che iniziamo a fare meno foto, l’attrezzatura fotografica pesa un po’…
Ripresici un po’ decidiamo di andare al parco più famoso al mondo, il Central Park. Prendiamo la metropolitana ed arriviamo li, lo giriamo un  po’ e poi ci mettiamo giù tranquilli come tante coppie. La vista è magnifica, non sembra nemmeno di essere al centro di questa megacittà! È tutto tranquillo e silenzioso. Tanta gente che fa sport e che si rilassa. Poi decidiamo di andare alla Pug Hill, Valeria  adora i Carlini e sulla guida c’è scritto che la domenica pomeriggio li si trovano tanti proprietari di queste rumorose bestiole, ma mi sa che la mia guida sulla città ormai è datata e la cosa non è più di moda, non si vede un carlino manco a pagarlo! Giriamo fino a dopo il tramonto, vogliamo veder un po’ la faccia di questa città la notte.

Ripassiamo da Times Square, di giorno non eravamo riusciti a vedere troppo bene visto che c’era una marea di gente delle forze dell’ordine. Pensiamo a qualche evento… La sera è magica, cambia completamente faccia. Ce la godiamo, poi decidiamo di andare a vedere anche l’Empire State Building che in questi giorni ha i colori delle bandiere di tanti paesi che partecipano alle olimpiadi di Londra, e questo dovrebbe essere l’ultimo giorni dell’evento. Corriamo a fare delle foto prima di tornare all'autostazione che è a due passi da Times Square! E li altri casini per capire dove prendere l’autobus, in base all'orario arriva ad un gate diverso, e dopo un po’ di tentativi decidiamo di andare all'ufficio informazioni dove la tipa mi dice dove arriva. Arrivati li vediamo una marea di persone in coda, e penso che non ci staremo mai tutti, ma col tempo scopro che arrivano almeno 4 linee di autobus li, e molti prendono quelle altre. Il nostro bus arriva con una mezz'ora di ritardo, e riusciamo a salirci, siamo belli cotti, si è fatta quasi mezzanotte.. Il problema ora è capire quando premere il pulsante di chiamata visto che è notte e non conosciamo. Un po’ grazie al navigatore installato sul cellulare intuisco la fermata mentre qualcun altra se la dorme beatamente. A 200mt premo il pulsante e vedo che parecchia gente scende li, il problema è svegliare Pisola, è praticamente in coma! In due minuti siamo in hotel, caccio Valeria sotto la doccia, mi ci caccio pure io e poi crolliamo addormentati senza nemmeno rendercene conto!
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sabato 11 agosto 2012

Cambio Auto

Ed eccoci qui, ci risvegliamo con la pioggerellina che ci lascia in pace per la colazione. Sfruttando la connessione scopro che Alamo ha una filiale non troppo distante, sulla via di Cape Cod. Imposto Falmouth come destinazione e dopo un po’ ci arriviamo, faccio il pieno quando sono in zona, per riconsegnarla piena. Arrivati sul posto l’amara sorpresa… Non c’è più la filiale Alamo! Controllo andando a scrocco in un bar li vicino e vedo che ho controllato l’indirizzo non sul sito ufficiale dell’autonoleggio ma su vari siti. Avevo anche cercato la conferma ma non mi ero accorto che non era il sito ufficiale. Controlliamo ed ora dobbiamo andare a Providence, capitale del Rhode Island. Ore e chilometri buttati, ma che ci vuoi fare? Oggi è andata storta! Alla fine non ci mettiamo tantissimo, prendiamo autostrade e nel frattempo il tempo migliora, si vede anche un po’ di sole! Arriviamo all'aeroporto e troviamo con qualche difficoltà un distributore e poi rendiamo l’auto. Faccio vedere al ragazzo dell’autonoleggio il problema (quello dell’olio, non quello della macchina schifosa!), parla col suo manager e ci dice sconsolato che non hanno altre Aveo (evvai!) e che sono costretti a darci un SUV (ma vieni!), con la faccia di bronzo gli dico che se non ci sono altre macchine ci prenderemo quella, ed intanto lui mi rassicura che non consuma molto (ma che ci frega a noi! Qui la benzina non costa una mazza!) Do la notizia a Valeria e le dico di fare una faccia triste, facciamo il trasloco, controlliamo di non aver lasciato nulla e coi nuovi documenti ce ne andiamo verso Newport.Il viaggio è breve, e grazie al fido TomTom raggiungiamo il centro senza troppi problemi. La cittadina è davvero bella, il rifugio dei ricconi di New York da quello che dicono le guide. Si vede che è fighettina! Ci facciamo un bel giro a piedi, due cartoline che non devono a mancare alla collezione di Valeria. Poi procediamo ad un punto panoramico a Fort Adam, da qua vediamo la cittadina ed il ponte, immancabile in foto e cartoline. Poi proseguiamo sulla Ocean Avenue, che ci mostra tutte le spettacolari ville di questa città, delle case da sogno! Un po’ di soste per foto e panorama e poi ci dirigiamo verso la Grande Mela, è ormai il tramonto ed arriveremo sul tardi, ma il posto meritava.

La guida procede senza troppi problemi, alla partenza da Newport passiamo anche sul ponte, un po’ caro a dire il vero! Ci alterniamo alla guida ma quasi a NYC devo prendere io la macchina, le città ancora spaventano Valeria… Devo dire però NYC ha spaventato anche me, mi sono dovuto mettere in modalità guida cattiva! Se non guidi da italiano cattivo non te la puoi cavare li. Sono rimasto scioccato, a Los Angeles guidavano in maniera del tutto diversa! Rischiando un po’ di collisioni (e perdendo un po’ di udito per le urla di Valeria) raggiungiamo l’hotel. Il benvenuto ce lo da una macchina della polizia nel parcheggio. Probabilmente facevano solo dei controlli, ma la cosa ci ha agitato un po’… Riusciamo a farci dare le chiavi della stanza che ci ospiterà per quattro notti, con alcuni bagagli ci dirigiamo alla stanza e nel corridoio c’è un po’ di gente che ad occhio è un po’ losca ed a naso ha appena fumato, dove ovviamente non si può. Sono anche gentili e ci chiedono se abbiamo bisogno di una mano, ma ovviamente diciamo che siamo a posto ringraziando. Vado a prendere altre cose in auto facendo barricare Vale in camera, ma alla fine erano innocui, probabilmente solo un po’ strani. Portato tutto in stanza ci mettiamo a riposare, stanchi morti. Di chilometri ne abbiamo macinati oggi, ma abbiamo un’auto decente ora! 
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venerdì 10 agosto 2012

Università prestigiose

Abbiamo passato la nostra prima notte negli States, ed è già ora di lasciare la città, ma vogliamo vedere ancora il M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology). Se ne parla tanto in film e telefilm e non vogliamo non passarci ora che siamo qua! Lasciamo l’auto all’hotel, carica, ed andiamo a prendere il metrò. Decidiamo di fare un bel giro nel campus del M.I.T., ragazzi se è grosso! È praticamente un quartiere di una città! Andiamo a fare un giro al museo del quartiere pieno di invenzioni fatte da questo prestigioso posto. Da perdersi e da rimanerci ore ed ore. Ma come sempre per noi il tempo è tiranno… Proseguiamo il nostro giro per le vie, ed alla fine sosta souvenir e cartoline prima di tornare indietro alla macchina. Ormai è pomeriggio! Partiamo e facciamo una piccola sosta al 7Eleven vicino all'hotel per acquistare l’indispensabile frigo in polistirolo! Ci mettiamo in marcia per andare a Plymouth e lungo la via ci fermiamo ad un Walmart, facciamo un po’ di spesa e finalmente tiro fuori la terza valigia. Per evitare di spendere soldi e prendere una borsa che si spacca al primo colpo come quella dell’anno scorso, decido di portarmi dietro una sacca sportiva che avevo a casa. Morbida per poter essere messa dentro alla mia valigia e grande per contenere gli acquisti. Al Walmart vediamo una marea di cose, non ci entravamo dall’anno scorso. Valeria prende un po’ di confezioni di balsamo della Suave, introvabile da noi ma fantastico e veramente economico! Fatti tutti gli acquisti ci dirigiamo all'hotel  e nel mentre ci raggiunge anche la pioggia. Dalla tv apprendiamo che sta arrivando un tempaccio in queste zone e ci sono allerte, e sinceramente a me sembra una pioggia normale, se non scarsa. Per cena seguiamo il consiglio letto su qualche blog e raggiungiamo un posto in città, noi siamo una decina di miglia fuori. Raggiungiamo il posto, molto grezzo ma aragosta a 13$ e buonissima. Io scelgo l’aragosta, Valeria il fritto misto, che non ha nulla a che vedere col nostro! C’era dentro di tutto! Una mangiata ragazzi… ed abbiamo speso 30/35$ mance comprese! Satolli facciamo una passeggiata per la città approfittando di un momento di calma che ci concede la pioggia. Torniamo alla macchina e ci dirigiamo all'hotel  All'andata aveva guidato Valeria, quando presi in mano io l’Aveo mi disse che ero lamentoso, appena si è messa alla guida lei ha iniziato a capire che era veramente uno schifo da guidare, ma il top l’ha toccato mentre tornavamo in hotel quella sera: ad un semaforo rosso, ho iniziato a frenare ed ho sentito la macchina partire verso l’esterno. Non andavo forte ed ero ancora ad una discreta distanza dal semaforo, pertanto non è stato un problema riprendere il controllo e fermarsi in sicurezza. Ma li le ho detto che volevo cambiare auto perché non mi sentivo sicuro. La fortuna ha voluto che nella giornata mi si fosse accesa anche la spia dell’olio…
Raggiungiamo l’hotel e ce ne andiamo a letto vedendo annunci di emergenza pioggia sulla costa dove ci troviamo, Sentiamo che la forza della pioggia aumenta ma non ci sembra così critica la situazione! 
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